lunedì 27 ottobre 2014

500 (o quasi)

Diciamo pure che questo post doveva essere diverso al principio; un po' auto celebrativo, il post in questione doveva raccontare la mia vita a spezzoni, di come nel 2011 ho iniziato a scrivere e di come sono arrivato dove sono adesso nel 2014.
Tutto questo non accadrà, almeno non come lo avevo programmato in origine, infatti questo pensiero scritto arriva con giorni e giorni di ritardo e un po' vi chiedo scusa per questo; purtroppo non sempre comando la mia vita come vorrei e la settimana appena conclusa me la sono presa di pausa.
Un piccolo stop, per organizzarmi al meglio e per dare al mio cervello il modo di riposarsi.
Comincio dicendo che sicuramente nel prossimo futuro avrò qualche problema, i problemi di salute, purtroppo sono aumentati e le ansie e le paure con loro; se prima dovevo solo subire una piccola operazione adesso viene fuori che forse non sto così bene come credevo e fare controlli è d'obbligo specialmente quando escono fuori nomi di cose brutte.
Non pensate male, non sto morendo ma l'ansia c'è e la strizza viene a tutti quando si fanno determinati controlli.

Ora però lasciamo perdere le cose troppo serie e concentriamoci su il tema portante di questo post.
Fa strano vedere il numero 499 nei post scritti, fa strano lasciare andare la memoria a quelli passati e ricordare cose che pensavi di aver dimenticato.
Questo blog, come per i miei diari cartacei, sono anche un modo per ricordare avvenimenti fatti e persone che nel tempo mi sono lasciato indietro o che semplicemente ricordo meno.
E' così strano leggere i miei pensieri e riconoscersi poco in quelle cose scritte, spesso mi sembra che sia stata un'altra persona. Sembra quasi che quelle determinate cose e quelle determinate situazioni siano state vissute da un'altra persona.
Mi scordo a volte di come ci si sente in un particolare stato d'animo e di come io mi sentivo in quel particolare momento.
Insomma è strano rileggere la propria vita in maniera così ordinata; raramente rileggo le cose che scrivo su carta e raramente ricordo dove le ho scritte, se sul quaderno di pelle nera ho il quaderno azzurro o su quello rosso...
Il punto è che, rileggendo qualche stralcio qua e là noto una differenza immensa tra quello che ero e quello che sono.
Ovviamente la base è sempre quella e alcune cose sono immutabili nel tempo ma è piacevole vedere alcuni cambiamenti, ti senti più forte di quello che credi, ti vedi cambiato e per la prima volta posso dire in meglio.
E' strano, quando ho iniziato a pubblicare i miei stralci di vita ero solo un ventunenne con la smania di farsi conoscere dal mondo, con la voglia di conquistarlo e riprendersi cosa gli spettava.. crescendo ho capito che in quel casino della mia vita le cose non vanno mai come credi e spesso sei costretto a cambiare le carte in tavola, a lasciare tutto nella vana speranza di prendere di più in futuro.
Ho pubblicato tante cose di me, molte belle altre molto brutte..  a volte mi sono pentito di alcune cose ma adesso le accetto per come sono e non posso farci nulla.
Ho avuto brutte esperienze e una famiglia da sfacelo, sono stato usato, colpito e umiliato dal mondo tante di quelle volte che il suicidio era una scelta possibile per il mio futuro.. un pensiero fisso e una via di fuga da un mondo che evidentemente non mi capisce.
Adesso è tutto diverso?
In parte si ma non del tutto.. ho scelto varie strade che mi hanno portato dove sono oggi, ho dovuto imparare a diventare papà quando ho iniziato a pubblicare le prime parti di me.
Ho dovuto imparare ad amare e a ripartire da zero quando arrivi ad odiarti più del tuo peggior nemico, ricominciare da capo, ricomincio da qui.
Ho dovuto trovare uno scopo nella vita e imparare a sognare di nuovo, per un futuro migliore e per trovare il mio posto, un posto nel mondo.
Mi sono forzato, una volta capiti i miei errori, a lasciarmi andare e a provare ad amare qualcuno con tutto me stesso, senza vergogna e senza timori.
Ci sono riuscito? Sono davvero cambiato così tanto? A volte passo le ore a chiedermi tutto questo.

Eccomi qua.

Una cosa l'ho imparata in questo percorso, tra la felicità e le sofferenze, mai guardarsi indietro.
Un nuovo capitolo è ormai pronto ad aprirsi per il futuro e adesso voglio davvero cambiare tutto.
Aprirsi di più e rendersi più reale, combattere sempre perché le battaglie non finiscono mai.
Devo essere forte e devo saper mutare con il tempo che passa, non ho più 21 anni e non posso più permettermi certi errori.
Cambiare è la parola chiave e ormai è iniziato un processo che non posso fermare, lo devo fare per me e per la mia salute, per mio figlio e per qualsiasi persona che entri nella mia vita.
Indietro mai è il mio motto e con il numero 500 nel cuore, prendo fiato per altri giorni.

Voglio scrivere più che mai ma ancora non è arrivato il momento opportuno.
Vi lascio con la futura colonna sonora di queste pagine e con un grandissimo grazie a chi mi segue in ogni modo possibile tra blog e social.
Mi fate sentire meno solo e più amato e per questo vorrei abbracciarvi tutti.

Come scritto in precedenza, questo post doveva essere del tutto diverso, più lungo e più personale.
Purtroppo causa tempo non ho avuto modo di dare a questo post la giusta importanza.. ma mi farò perdonare.
Chiedo scusa anche per eventuali errori ma davvero il tempo stringe.

Sperando di arrivare a 1000 o di più ;).




     

lunedì 20 ottobre 2014

La Ragazza del Parco (Le persone possono sempre sorprenderci)

Oggi non sarà uno di quei giorni dove parlerò per ore della mia vita sentimentale, del perché vada male o del perché io funziono poco in coppia.
Oggi parlerò di qualcosa di simile ma allo stesso tempo di estremamente diverso, niente pensieri intimi oggi, niente di troppo personale, solo dei fatti accaduti in questi ultimi giorni, piccolezze senza importanza emotiva ma che aiutano una persona come me ad andare avanti.
Chi mi segue un minimo sui social saprà che ho un problema di salute ultimamente, nulla di grave ma fatico a muovere una gamba, di conseguenza correre e altre azioni mi riescono difficoltose se protratte nel tempo.
Nonostante ciò, ogni tanto, mi concedo una corsa breve nel parchetto dietro casa, seguo la strada di ghiaia bianca immersa nel verde affiancando fossati pieni d'acqua e campi abbandonati.
E' capitato più volte di conoscere qualcuno durante questa mia piccola corsa personale e l'ultima persona da me conosciuta si sta rivelando molto interessante.
Parlo di F, una ragazza abbastanza bizzarra che mi ha fermato per chiedere alcuni consigli; dovete sapere che dove vado a correre puoi seguire dei percorsi atletici corsa + esercizio e i cartelli ti indicano le posizioni giuste da fare e il giusto modo di fare alcuni esercizi, purtroppo bisogna essere almeno in due per poterli fare tutti.
Insomma mi ritrovo a collaborare con una ragazza per alcuni esercizi, capello lungo nero tendente al rosso, occhi castani e una risata contagiosa hanno trasformato una semplice corsa in qualcosa di più piacevole.
Non pensate male, non pensate che già sono andato avanti e ho dimenticato Ric, tutt'altro ma è piacevole conoscere un'estranea che si rivela molto interessante.
Sono rimasto al parco più del dovuto e dopo gli esercizi siamo rimasti a parlare sdraiati sul prato, mi dice che mi vede spesso e che sa che sono papà, "ti vedo spesso giocare alle giostre con un bambino" mi fa i complimenti perché secondo lei "ti impegni tantissimo" e mi dice che mi trova una persona interessante.

Chiacchieriamo molto e devo dire che la ragazza mi colpisce molto, tatuaggi improponibili per una ragazza normale, diventano messaggi chiari per un nerd nel profondo come me, scopro alcune sue passioni simili alle mie e si parla di tutto e di più.
Dopo un ora e mezza però qualcosa cambia, mi chiede della mia compagna e quando le dico "sono solo" ride dicendo che è impossibile, le faccio capire che "il mio uomo" mi ha lasciato da poco e la vedo strabuzzare gli occhi.
Perplessa e confusa mi chiede con timore cosa sono e cosa mi piace.. rispondo semplicemente dicendo che sono "una puttana del mondo" e qui scoppia a ridere.
Il tono torna serio e commenta la mia bisessualità con una sola parola "fico".. adesso sono io a ridere sotto i baffi e cerchiamo di cambiare discorso.
Purtroppo le cose non cambiamo e l'argomento sesso è diventato il tema portante della discussione, mi sembra quasi che lei si stia approcciando a me, in un certo modo, in un parchetto pubblico e la cosa (devo essere sincero) mi ha eccitato.
Arriviamo alla conclusione che qualcosa va fatta e anche di corsa così, fingendo una corsetta, ci rifugiamo nel campo adiacente il parco tra un grosso groviglio di canne, dove probabilmente gli anaconda e i capibara trovano rifugio.
Rimango quasi subito con i pantaloncini e i boxer calati, la sua mano delicata e agile compie il suo dovere e mi libero nel bel mezzo della natura.
Tutto finisce molto in fretta, tra la paura di essere beccati e la paura di essere morsi da qualcosa di velenoso, andiamo via. Separiamo le nostre strade non prima di scambiarci il numero di telefono.

Torno a casa perplesso e sorpreso di quello che è successo, nel pomeriggio poi esco con un gruppo di amici che comprende anche Riccardo e sono sempre più pensieroso.
Tutto procede bene, ci si comporta da amici e questo mi da sollievo.
Non capisco bene e non so bene come definire quell'avventura mattutina.
"Un po' zoccola" penso tra me e me ma stranamente interessante come persona, insomma la vedo bene come amica.. è il tipo di persona che piace a me.
Il giorno passa così come i pensieri e arriva la domenica, al mattino mi sveglia la sua voce che al telefono urla "bel dormiglione in piedi che ti offro la colazione". Esco di casa assonnato e vado con lei, altra mattina strana, fatta di intimità condivisa come fosse nulla.
Prima un caffè e un succo di frutta, dolci vari e chiacchiere semplici poi facciamo delle compere sulla stessa via, in un negozio compro dei boxer ed è lei a scegliere quali devo comprare, "questi due ti fanno più gnocco" poi passiamo alla Mondadori e mentre cerco qualche libro da comprare (in libreria mi perdo spesso perché ci rimango ore) le confido che vorrei pubblicare un libro un giorno e vorrei trovarlo esposto lì da qualche parte..specialmente ora che ci sto lavorando sopra.. si ferma e mi fissa poi ride augurandomi di riuscirci un giorno e si avvia alla cassa dove paga i 5 libri presi; appena usciti tira fuori dalla busta marrone un libricino azzurro di piccole dimensioni dal titolo "il padre materno" libro che conosceva e che pensa possa piacermi visto che parla del cambio generazionale del padre tra quelli vecchi asettici a quelli attuali molto simili alla figura materna.
Ringrazio e l'accompagno a casa a piedi promettendo poi un'uscita per bere birra.. tornando a casa ripenso a questa strana situazione a come una perfetta sconosciuta possa precipitare nella propria vita e far del bene su più fronti.
Forse quel suo smanettarmi a livello di rapporto umano è stato prematuro ed eccessivo ma forse ha aiutato anche in quello, infatti la settimana passata è stata tremenda per il sottoscritto ed ero così sotto stress che anche la libido era sparita e non avevo voglia di fare nulla, neanche il più semplice autoerotismo.

Eccoci qui in uno scatto rubato idiota di sabato.
Adesso invece mi sento un po' meglio, forse più speranzoso verso il genere umano e con un libro nuovo nella mia libreria.
Non so se sentirò ancora la ragazza del parco, ma fatto sta che con due sole uscite è riuscita a farmi vedere alcune cose sotto una luce diversa, mi ha fatto parlare della mia relazione fallita e sono riuscito a mettere un punto ad alcuni pensieri.
Ora sono tornato solo e certe cose vanno affrontate a viso scoperto e non coprirsi per la paura di fallire.
Trasformare una corsa in una riflessione importante non è da tutti e per questo la devo ringraziare, anche se inizialmente la reputavo una zoccola, anche se inizialmente volevo cancellare il suo numero subito.
Le persone possono sempre sorprenderci e forse il mondo è bello anche per questo.
Anche perché adesso mi torna in mente quella sua frase sull'amore che mi ha detto durante quella colazione:
"amarsi è difficile, se continui a cedere sai bene cosa vuol dire, non pensarci e basta, viviti il momento, le cose poi si sistemeranno da sole.."

Saggia la ragazza.. inoltre, e qui finiamo in bellezza passando da seri a cretini, è l'unica che conosco che ha sentito questa canzone oscena.



  


Ragazzi siamo a -2.

498 post woooow.

giovedì 16 ottobre 2014

L'amore non esiste.

Ultimamente scrivo poco e se lo faccio è per colpa tua, preso dai miei nuovi ritmi universitari ho poco tempo da dedicare alla salute del mio cervello.
Forse sto diventando un po' monotematico ma quando compari tu sento il bisogno irrefrenabile di scrivere, di farlo per ore e di lasciarmi andare alle più oscure parti di me.
Oggi è stata una giornata pesante, passata in giro per la città, cominciata troppo presto e finita troppo tardi, la tua compagnia efficace che mi fa ridere anche quando sono pieno di aghi in ospedale.
Visita semplice ma pesante per la mia testa, per chi viene fuori da un periodo doloroso anche a livello fisico.
Tutto prende un senso diverso, le risate fatte insieme e le parole dette come persone amiche, come conoscenti stretti.
Sembra stupido pensare al sesso fatto solo pochi giorni prima, fingere che certe cose non siano mai accadute, fingere che l'amore non esiste.
Forse crediamo sul serio che quello che c'è tra noi ormai è andato perso e quindi ci godiamo queste ultime parti di passione.
Destinati forse ad essere amici e non amanti o forse amanti e mai più amici.. non capisco il tuo modo di pensare e il tuo modo di vedermi.
Ti sento vicino adesso, forse molto più di prima quando eri mio anche sulla carta, quando ti vantavi di essere il mio uomo, quando tra gli amici mi tenevi stretta la mano con forza inaudita.
A volte ti odio ma è un sentimento solo di facciata, un sentimento che nasce solo per la tua bellezza prorompente, per il tuo modo di approcciarti a me.
Provo a guardare altrove, a posare gli occhi su altri corpi e su altre menti, ma poi compari sempre tu, come per dirmi "non farlo" "aspetta ancora".. non ti capisco.
Non siamo più una coppia ormai è passato quasi un mese da quel sabato maledetto e io finalmente sono tornato a respirare tranquillamente, meno ferito, meno danneggiato.
Penso a noi e a come siamo stranamente legati, due ex amici e forse qualcosa di più, il tempo insieme il supportarci a vicenda anche quando tutto va male.
Comportarsi in maniera così intima.. non lo facevo da tempo.
L'amore non esiste perché è l'uomo ad averlo inventato, esistiamo come entità singole che si uniscono e si allontanano a piacimento.
Parlare di amore è un tabù, parlare di noi ci fa male.
Godiamoci il momento, godiamoci l'altro senza fronzoli, senza etichette e senza specificare nulla.
Ci ribelliamo dei classici preconcetti umani, del ragionamento che vuole dare una categoria a tutti.
Noi siamo tutto e siamo niente.
Noi siamo amore e siamo odio.
Noi siamo amanti e amici.
Noi siamo bene e siamo male.


Siamo tornati soli da tanto ormai.. hai deciso comunque di girarmi intorno perché l'amore può finire ma l'affetto forse no.
Noi siamo vicini e siamo lontani.
L'amore non esiste e noi siamo liberi di scegliere cosa essere.
C'è un tempo per tutto e capiremo quando smettere.
Isolati dal mondo e non capiti.
Siamo soli e lo siamo insieme.

L'amore non esiste e dobbiamo farcene una ragione.






  
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