martedì 26 agosto 2014

La mia strada non è con te

Mi sono serviti alcuni giorni di pausa, giorni tranquilli e spensierati per riprendere contatto con me stesso.
Ho metabolizzato le cattive notizie e ho diffuso nel mondo quelle belle per apprezzare le piccole cose che la mia vita mi regala.
Ho avuto modo di riflettere di nuovo sul post precedente e ho capito che arrabbiarmi è inutile, che il passato è andato e certe cose non potrò cambiarle mai.
Che poi ad essere sincero mi incazzo più per mia sorella e mio fratello che per me, loro hanno potuto assaporare lati di mio padre più umani e mi manda in bestia vedere saltare tutto come se per lui non importasse nulla, come se la loro presenza sia solo superflua, un obbligo da eseguire.
Oggi mi ero ripromesso di scrivere su queste pagine giusto per dare libertà ad alcune mie parole, mi ero ripromesso che non avrei sofferto ancora per determinate cose.
So bene che sono solo parole al vento ma è giusto provarci ogni volta, darsi la carica e cercare di stare meglio perché arrendersi è da coglioni.
La settimana appena conclusa dopo tutto è finita bene e questa nuova appena iniziata si appresta ad essere ancora meglio.
Mi giro intorno per la casa e vedo tutti i segnali della mia vita che procede sparata seguendo una strada tutta sua, vedo il tempo passare dagli oggetti che ho e dai ricordi che gli stessi mi danno.
Vedo il bambino e mi rendo conto di essere un adulto ormai anche se continuo a crescere senza sosta.
Proprio il bambino è colpevole di aver fatto nascere in me un lungo pensiero, nel fine settimana sono andato con lui e Riccardo in giro per la natura, una piccola sosta fuori Roma e poi qualche uscita vicino al mio quartiere, vicino al mare.
Tanto tempo passato in tre, tanto tempo assaporato come uno spicchio di qualcosa di più grande, per un futuro migliore e per una vita che appaga tutti.
Forse è presto per fare certi progetti, forse è presto sognare adesso ma un giorno la mia famiglia sarà completa e potrò godermi a pieno i frutti del mio lavoro estremo.
Avere il bambino e la mia ex compagna Laura mi aiuta molto, vedere una ritrovata mamma girare per casa fa strano ma mi fa capire di aver chiuso alcuni capitoli del passato.
Ho una bella famiglia alle spalle adesso ma devo lavorare sodo per rinforzare il mio nucleo familiare stretto, quello che ora siamo io e Angelo, sperando che Riccardo voglia fare parte di questo quadretto.
Scrivo poco e mi riposo tanto, lavoro abbastanza da essere stanco morto e preferire una sosta alla scrittura.
Vado all'aperto con Angelo e Riccardo e mi sento in pace con me stesso.
Dimentico papà un'altra volta sperando che sia l'ultima.
Dimentico tutto perché stare male è inutile

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In tre sul telo, nella natura. Come una famiglia.
Il peggior difetto di un genitore è quello di trattare i propri figli come fossero nulla.
Usarli per qualcosa e crescerli per obbligo, farli sentire inutili al mondo e senza uno scopo.
Mio padre ha fatto molti errori e continuerà a farli con altre persone e altri bambini.
Ha dimenticato mio fratello ha  maltrattato mia sorella e ha sempre ignorato me, quello peggio dei tre.
Non ho mai capito il suo modo di pensare e vorrei tanto poter sentire cosa pensa di noi realmente.
Se è solo orgoglioso e testardo o se la sua è vera cattiveria piena di malizia infima.
Farsi domande è stupido, farmele ancora dopo tutti questi anni lo è ancor di più.
Dico sempre che dimentico ma in realtà non lo faccio, escludo certe emozioni e le tiro fuori sempre nel momento peggiore, ricompaiono in maniera ciclica nella mia vita.
Sono un cretino a volte.
Sono un idiota quando ripenso a lui e sorrido di quei pochi ricordi positivi.
Non posso permettere a lui di ferirmi e di fare male il mio lavoro di padre.
Ho una mia famiglia adesso, ho un bambino che mi ama e che è tutto il mio mondo.
La gente non mi capisce, la gente mi critica, la gente mi usa... ma finché avrò lui tutto andrà bene.
Mio padre non è stato in grado di aiutarmi, non ha voluto neanche provare a mostrarmi la via.
E di conseguenza io me la sono cercata da solo.

Perché questa nostra relazione, papà, sembra quasi una storia tra amanti che si odiano.
Voglio essere tuo figlio e non me lo lasci fare.
Devo rassegnarmi e andare avanti.
La mia strada non è con te.



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Disegno fatto da me (molto velocemente) avendo un quadro di Michael Leonard come riferimento.
  

giovedì 21 agosto 2014

Tutto Brucia (Le Fenici non possono morire)

Il tempo passa e neanche me ne rendo conto a volte, il bimbo era partito con la mamma per le vacanze il 13 ed è tornato ieri; una settimana bellissima ma insolita, stranamente tranquilla e con molto tempo per me.
Forse sarà l'estate o forse è solo colpa dei miei grossi dubbi ma ecco che la scrittura è diventata super presente nelle mie ultime giornate, più del solito.
Ho scritto tanto e ho avuto modo di rileggere alcune cose, ho parlato molto con Riccardo di alcuni punti per migliorare la nostra relazione e anche me.
Ieri notte il mio attuale diario (in pelle nero) è finito e me ne sono accorto solo poco prima di finire, due pagine ancora e poi basta ne serve uno nuovo, bisogna ricominciare.
Devo ammettere di esserci rimasto male specialmente perché quest'ultimo durava da un bel po', comprato oltre un anno fa.
Causa ferie non ho modo di comprarne un altro come piace a me e sono costretto alla scrittura su dei fogli bianchi, insomma quelle risme fatte per le stampanti usate da me per disegnare.
Oltre la evidente scomodità di scrivere senza quadretti o righe ho trovato quasi del tutto senz'anima questo mezzo cartaceo, troppo dispersivo e troppo "neutro", non mi ha conquistato.
Perché scrivo questo piccolo sfogo del tutto casuale? Perché la vita si diverte a farmi degli scherzi assurdi e divertenti che mi provano una rabbia.
Prima di cominciare annuncio a tutti che da poco sono diventato zio per la seconda volta e che mio fratello si può definire guarito dalla sua malattia, è stato un processo lungo e di oltre un anno ma l'importante è essere arrivati a questo punto.
La piccola si chiama Vittoria ed il suo nome è un riferimento proprio alla guarigione, al fatto che non sempre si perde e non sempre bisogna lasciarsi andare.
Purtroppo per me, se da una parte ho una notizia positiva dall'altra ne ho una "negativa" infatti mi è giunta voce che mio padre si sta per risposare (sarebbe la terza volta) con quella famosa donna da me incontrata alla festa del papà.
Farebbe da padre a un bambino nuovo e da compagno a una giovane madre probabilmente alla disperata ricerca di soldi.
Mi viene da ridere al pensiero di tutto ciò, come sapete io ho una sorella e un fratello e mio padre ha smesso di calcolare me per primo, poi Rachele e infine anche Gabriele, nonostante gli abbiamo dato tre nipoti, nonostante uno avesse un tumore e nonostante una fosse minorenne e totalmente abbandonata.
Sapete bene che mio padre non è un campione di intelligenza ne di gentilezza ma pensavo che si fosse arreso, la vita è la sua e può fare quello che vuole ma mi viene sempre molta rabbia sapere che fa da padre a un bambino quando ha tre figli grossi dimenticati e praticamente cresciuti da soli.
Per questo scrivo molto in questi ultimi giorni, per questo ho finito il mio diario, ho scritto chilometri di cose in poche pagine e poi mi sono ritrovato senza più spazio, senza un posto dove potermi sfogare.
Mio padre non è mai stato bravo con noi figli, i miei ricordi di lui da bambino sono pochi e decisamente brutti, continuo ad essere arrabbiato con lui da molti anni pur sapendo che è totalmente inutile.
Non riesco a stare zitto o a mettermi l'anima in pace quando scopro che lui sta bene come una pasqua e di noi se ne bellamente fregato, posso capire con me mi ha sempre odiato e trattato male ma Gabriele e Rachele no, con loro era diverso all'inizio e poi è andato a scemare.
La rabbia sale ed è simile a quella che avevo da ragazzino quando subivo da tutto e tutti, da mamma da papà dalle altre persone.. quel tipo di rabbia che mi fece diventare "matto" per molti dottori.
Ricordo raramente i momenti di rabbia pura quando il cervello si annebbiava e davo di matto, ricordo solo il dopo e il prima, mai il durante ed è per questo che forse poi dopo stavo così bene.
All'ultima festa del papà pensavo di essermi liberato in parte dell'influenza di mio padre su di me ma mi sbagliavo, è chiaramente parte della mia vita e io continuo a prenderlo in considerazione perché non concepisco la mia vita senza la sua.
Che idiota vero?
Parlando con mia madre è venuta fuori molta malinconia da questa situazione ed inizio a pensare che i miei dubbi siano causa di questo.
Quando sto male tendo a combattere i miei problemi facendomene carico senza dire nulla a nessuno, reggo molto peso ma poi arriva il giorno che crollo e mollo tutto.
Quel giorno è stato poco tempo fa quando ho mollato tutto sfogandomi su queste pagine, mi sono reso conto che mio padre è più presente nella mia vita di quanto pensassi, i dubbi avuti con Riccardo sono nati proprio da questa mia paura di affrontare determinate cose, dalla mia paura di dire alle persone come sto davvero.
Questo comportamento, questo mio modo di essere sono tracce del suo insegnamento nella mia infanzia, di quando mi diceva "non vali nulla" oppure "non farai mai nulla nella vita" o una delle sue chicche migliori "non mi importa nulla di te".
Dico che tutto è superato, dico che ormai pensare a lui non fa più male ma spesso mento, dico bugie perché ammettere di stare male per una persona che ti ha dimenticato anni fa è stupido da idioti.
Sono sciocco se credo che prima o poi mi possa accettare per come sono, sono stupido se spero di vederlo prima o poi con Angelo in braccio a fare gli scemi.
Mio padre non mi ama e me lo ha detto in faccia più volte.
Ho parlato con Riccardo di lui, grosso tabù del nostro rapporto, ho riletto alcuni passi tra blog e diari dove parlavo di lui e noto un mio classico ciclo di emozioni che lo riguardano, sempre la stessa storia che si ripete, un loop infinito che deve finire.
Ne sarò mai in grado? Chissà.. fatto sta che Riccardo mi ha consigliato di non leggere nulla riguardo a lui, anzi di distruggere quelle pagine, almeno cartacee, che mi possono fare male.
"Non devi dipendere da quello che scrivi" mi ha detto e non ha torto, do troppo peso alle parole scritte specialmente se a scriverle sono stato io.
Armato di foglio bianco e trattopen ho scritto una cosa nel pieno della rabbia, ho strappato già tre pagine in questo diario finito e le ho gettate via.
Non voglio leggerle più. Non devo leggerle più.
Tutto brucia se vogliamo, le fiamme cancellano tutto e lasciarle morire è la cosa giusta da fare.
Voglio vederti soffrire adesso, come tu hai fatto soffrire me.
Il tempo dei gentiluomini è finito e resta solo la rabbia.
La certezza di vederti autodistruggerti mi riempi di gioia.
Il fuoco colpisce tutti prima o poi.

Ho la calligrafia di merda in stampatello, non che in corsivo sia meglio.
Lasciate perdere.

Scrivo su un foglio bianco per aver le idee più chiare, scrivo piano quasi controvoglia.
Ho voglia di dimenticare tutto, di fingere che il passato sia rimasto nel passato senza influenzare il mio futuro.
Invece eccomi qui che scrivo su un foglio vuoto, uno di quelli senza una storia da raccontare.
Vorrei bruciare tutto a volte, come feci a sedici anni a casa dei miei, usare il fuoco come segnale, usare le fiamme per cancellare tutto.
Fare tabula rasa e dimenticare.
Tutto brucia prima o poi.
Tutto muore prima o poi.
Brucerai prima o poi e io starò lì a guardare.

Le fenici non possono morire ma tu si.


  

lunedì 18 agosto 2014

Distruttore di Mondi

I dubbi sono tanti come sempre.
Non ho parlato ma tu hai letto e sei venuto a chiedermi alcune cose; hai preteso alcune parole, alcune spiegazioni.
Abbiamo parlato, abbiamo discusso e mi hai tirato fuori problemi che covavo dentro di me, con forza hai tirato via le mie difese e hai preteso chiarezza.
Tutto sembra passare veloce e ben presto mi trovo al tuo fianco nudo; facciamo l'amore forte, facciamo l'amore bene come non si faceva da giorni.
Ti ho stretto a me e tu hai ricambiato l'abbraccio, ti ho fatto mio nella mia morsa e ti sei lasciato andare.
Mi hai mostrato le cose che volevo vedere, mi hai spiegato che il fuoco che non sentivo è vivo e che ero io ad essere cieco e troppo duro con me.
Di colpo l'involucro che mi avvolgeva e mi isolava si è sciolto e mi sono liberato nel mondo, immerso nel tuo corpo e nel suo odore.
Libero tra le lenzuola come mai prima, nuotiamo in quel mare morbido e facciamo l'amore.
Ti sento mio, ti sento forte quando mi tocchi il viso, quando baci le mie labbra.
I dubbi sono tanti come sempre ma volano via subito se ci sei tu, la paura è sempre tanta e io mi lascio andare poco a certe cose.
Ho paura di fallire, sbagliare e di perdere la mia libertà.
Mi sento da solo in un mondo a parte, in un deserto immenso senza vita dove il mio sfogo personale ha via libera.
Non c'è nessun messaggero per noi e comunicare risulta difficile a volte, prendi queste parole e trattale con cura ho pochi modi per dire certe cose.
Veniamo da due mondi distinti e separati, l'ho dissi tempo fa usando la stessa canzone che sto ascoltando adesso; veniamo da due posti diversi, simili in molte cose ma diverse in altre.
La distanza è tanta eppure, io e te, riusciamo a comunicare in qualche modo, prendi vita sulle mie terre e porti vita nel deserto ormai privo di sostanza.
Rinvigorisci le mie carni e non mi lasci andare.
Non sprofondo negli abissi quando ci sei tu, condividi con me tutto e questo mi tiene a galla.

Capisco che le mie preoccupazioni sono vere e potenti ma che possono fare poco contro di noi. Abbiamo il tempo dalla nostra e non dobbiamo correre o esagerare.
La paura di fallire e di perdere vive in noi ma adesso ho una nuova consapevolezza.
Parlare e decidere le cose insieme fa tanto, cambiare e capire l'altro e il mondo che lo appartiene.
Abbiamo la fortuna di essere in due mondi confinanti così da poter comunicare tra di noi.

Veniamo da due mondi diversi ma ne stiamo creando uno nostro dove poter coesistere, la tua atmosfera mi uccide e la mia uccide te.
Viviamo vicini ma distanti, legati ma slegati.. insieme eppure separati.
L'amore è fatto così, non è facile e non sempre è bello.
Si combatte insieme, si lotta in due.

Sono un distruttore di mondi.
Ma il tuo mondo non riesco neanche a scalfirlo e questo mi mette in crisi.
Sei più forte di me in questo.
Aiutami a plasmare questo nuovo mondo.


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