mercoledì 28 gennaio 2015

La Gabbia parte II (migrare lontano)

Il mese di gennaio si sta rivelando meno prolifico del solito; i miei pensieri sono molti e volano sparsi su fogli di carta nella mia cameretta.
Qui invece fatico a trascrivere il tutto ma forse è solo la stanchezza.
Scrivo perché devo confessare alcune cose, scrivo perché la scusa dell'amore che "fa male" non può durare per sempre.
Vivo in un mondo bello nel quale fatico spesso a cogliere i giusti colori, non riesco a godermi un momento colorato preferendo un'infinita scala di grigi.
Sono negativo, sono colpito dal classico colpo di frusta della tristezza che porta via tutto il bello del tuo mondo, hai tanto e non riesci a vedere bene quello che possiedi.
Lo so è solo un'altra stupida fase, una di quelle che prima o poi passa, una di quelle dove basta "aspettare" per stare meglio ma adesso proprio non ci riesco.
Se mi seguite anche su altre piattaforme, saprete per certo il mio "lamentarmi" ultimamente sul fattore amore.
Mi lamento di non trovare un qualcosa, anche semplice e solo per divertirmi, mi lamento di non trovare qualcuno o di scopare poco...
Dopo tutto il 2015 non è iniziato nel migliore dei modi e il mio corpo ne sente, giustamente, le conseguenze.
Non scopo e anche le cose in solitaria sono rare in questo periodo.
Bloccato con il cervello.
Bloccato con il corpo.
Bloccato con il cuore.
La verità in realtà è più evidente triste di quanto si crede.
Parlo di gabbie costruite intorno a me, parlo di scontri che non posso evitare.
Racconto di una prigionia forzata.

Piume ovunque.
Estratto di Instagram (si quelle sono piume).

Mi sento chiuso in gabbia e questa sensazione mi segue da settimane ormai. La grande raffica che mi ha colpito in questo gennaio insolito è più forte di quel che pensavo.
Parlo di me come di un prigioniero, catturato e obbligato alla tortura continua.
Affronto le mie paure combattendo con forza in questa enorme gabbia che mi circonda; vinco, perdo, pareggio e tutto ricomincia.
Incolpo persone innocenti e meno di essere finito lì, cerco di combattere e di essere un guerriero decente per questo insolito ring.
Le mani sono stanche e sporche di sangue, gli incontri si susseguono e io cerco solo un po' di pace.
Cerco qualcosa ma non la trovo mai, cerco qualcosa perché non ho altro da fare.
Mi lamento della solitudine e della poca compagnia.. nascondo la verità per paura.
Non sono un prigioniero.
Non sono obbligato a combattere.
Lo faccio perché sento di doverlo fare, lo faccio perché credo sia la cosa giusta da fare.
Poche settimane fa scrivevo su carta di come quella gabbia mia stia tenendo bloccato in un mondo insolito.
Vedo tutto ma non posso toccare nulla, la gente esce ed entra ma io rimango sempre qui.
Bloccato.
La verità è che questa gabbia non è una prigione e le sbarre non sono così strette da impedirmi la fuga.
La verità è che mi sono rifugiato qua dentro per una mia scelta personale.
Volare nel cielo immenso mette paura quando si vola da poco.
La chiave non è in mano a nessuno.. la chiave è in mano mia.
Posso uscire se voglio.. ma non lo faccio.
Spesso giro la chiave nella serratura e apro il cancello solo per sentirmi "meno trattenuto".
Manca il coraggio di uscire fuori nel mondo libero e nella realtà.
Due anni fa, in questo stesso periodo, parlavo di come il tuo migrare mi distruggesse da dentro.
Come faceva male amarti e averti lontano.
Ora mi sento nello stesso modo ma anche diversamente.
Siamo cambiati così tanto e questo non posso negarlo.
Ora sono davvero libero e ho la certezza che il mio cancello aperto non ti farà tornare da me.
So bene che adesso aspettarti vorrebbe dire non avere un futuro.
Morirei prima del tuo ritorno.
Mi lamento di qualcosa di stupido, mi lamento perché sto solo recitando la parte del ragazzo facile e forte.
Non trovo nessuno, non scopo nessuno, non amo nessuno.. ed è facile capire il perché.
Non sto cercando nessuno.
Anche spararsi una semplice sega adesso è diventato complicato, le lacrime escono sempre e bruciano quando l'orgasmo è in atto.
Lo stress diceva il dottore.. ma questa cosa va avanti da mesi ormai.
Un lupo seduto sull'uscio di una gabbia.
Tranquillo guaisce  nella sua solitudine.
Gli manca l'aquila che un tempo risiedeva li dentro.
Sa bene che non tornerà mai più ma voltare pagina è sempre difficile.
Andare avanti è difficile.
Volare non è per tutti e io posso solo correre con le mie zampe sporche.
Rimango nella gabbia per la paura di cosa mi aspetta fuori, perché cullarsi nei ricordi del passato spesso è più semplice.
Ora ho capito.
Sei migrato lontano, di nuovo e per sempre.
Questa volta non posso restare nella gabbia ad aspettare di essere liberato.
Dopo tutto non posso chiedere aiuto e poi nascondere la chiave che apre il cancello d'ingresso.
Il tempo cambierà le cose, lo so.
Mi maschero da persona forte per non dover chiedere aiuto mai a nessuno.
Mi sento solo.
Mi sento perso.
Mi sento chiuso.
Scrivendo tutto questo ho trovato il coraggio di girare la chiave e aprire quella porta.
Vedo il mondo estero e basta un passo per andare avanti.
Abbandonare la gabbia mi mette paura.
Urlare lo schifo del mondo quando non si hanno neanche le palle di dire le cose come stanno.
Ora non ci riesco.
Ora non voglio sesso.
Ora non voglio amore.
Voglio solo sentirmi capito, aiutato e apprezzato.
Aiutatemi a uscire fuori, fatemi fare quel piccolo passo per uscire.
Aiutatemi ad andare avanti e a cambiare.
L'aquila è ormai lontana ed inizia a diventare un lontano ricordo.

Vorrei solo tornare a correre nelle mio bosco.
Nel mio mondo.
La gabbia non è una prigione è un rifugio.
Migrare lontano.
Devo trovare le palle di abbandonarlo per tornare nella natura.




fortune




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domenica 25 gennaio 2015

25

Ho sempre usato il mio compleanno come giorno dove ripensare a tutto l'anno trascorso, una sorta di capodanno personale dove ricominciare il nuovo anno al meglio.
Iniziare con una festa, iniziare con i regali, iniziare con gli amici che ti festeggiano.. cancellare quello che è successo fino a quel momento e andare avanti.
L'anno passato è stato strano e a tratti negativo, non voglio però dimenticare le cose belle successe e tutto quello di positivo che ho ricevuto e imparato.
Il 2014 è stato un anno particolarmente diverso da quelli precedenti.. non è stato troppo bello ma neanche troppo brutto.
Un anno in limbo ed è giusto uscirne fuori e cercare cose diverse.
Cosa mi aspetto da questo 2015? Sinceramente non saprei.. ho smesso di sognare alcune cose e ho smesso di aspettarne altre. Forse.. è arrivato il momento di godersi tutto quello che viene senza pretese e senza troppi giri di parole.
Ho una bella vita dopo tutto, incasinatissima ma sempre bella ed è giusto viverla con il giusto entusiasmo.
Ormai sono una persona diversa, certo non sono perfetto ne ho risolto tutti i miei problemi ma credo di aver superato grossi scogli in questo strano anno passato.
Sono più social e mi sento più "reale" quando interagisco con il mondo, meno chiuso ma sempre con qualche freno.
Un passo alla volta credo di riuscire a migliorare me stesso, sto diventando come vorrei essere nella vita.
Una persona migliore e su molti punti, vorrei godermi di più la vita e spegnere di più il cervello.
Non ho deciso di darmi propositi per quest'anno, forse l'aver iniziato male questo 2015 è stata la mia (s)fortuna.
Mi sento spronato al cambiamento e a non ricommettere gli stessi errori, voglio andare per la mia strada a testa alta senza dimenticare però i miei compiti.
Oggi è stato bello festeggiare con la mia famiglia (e dire questa frase mi fa strano) mangiare con loro e sentire il bambino canticchiarmi qualche canzone con la sua solita timidezza.
Questa sera invece ho organizzato una festa a casa con alcuni amici per comportarmi da bravo venticinquenne.

Come gocce di pioggia cadiamo su questo mondo con violenza, al contatto con il terreno ci distruggiamo in mille pezzi senza la possibilità di tornare come prima.
Vedi molti intorno a te cadere e fare la tua stessa fine.
Uniamoci per formare qualcosa di grande, un mare un lago o un fiume.
Dopo tutto l'acqua non muore mai, evapora e si condensa.
Un ciclo infinito di vita e "morte" che dovrebbe insegnarci qualcosa.
Possiamo farci male, possiamo distruggerci.. ma abbiamo sempre la forza di restare uniti a qualcuno e tornare come prima.
Compatti ed eleganti...

Almeno fino al prossimo temporale.




  
SNBRN feat. Kerli: Raindrops

giovedì 22 gennaio 2015

Il dolce niente

Il periodo non è dei migliori, non è che sto realmente male ma c'è qualcosa che non va nella mia vita.
Percepisco una grossa confusione da qualche settimana ormai e mi sento come bloccato in un banco di nebbia.
Vorrei uscire ma ogni passo mi porta sempre più dentro a questa densa aria che mi avvolge, sento il freddo e l'umidità.. vorrei solo uscire ma non ci riesco.
Non ancora almeno.
Scrivo di me e di come mi sento bloccato, dei sentimenti inespressi e di quelli espressi male.
Parlo d'amore come un esperto pur sapendo di non conoscere nulla al riguardo.
In passato mi sono definito drogato d'amore, così solitario da raccattare ogni piccola azione per stare meglio.
Un abbraccio un bacio o una carezza diventavano segnale di qualcosa di forte.. anche quando forte non era.
Ultimamente sono più negativo nel mio scrivere, anche se mi piace definirmi realista più che negativo.. sappiamo tutti che l'amore non è solo felicità e che spesso va a braccetto con la sofferenza.
Attualmente sto vivendo solo queste emozioni, un turbine inaspettato che sembra voglia portarmi via.
Faccio resistenza e mi tengo forte.
Non voglio volare via.

Condivido solo un pensiero su quanto l'amore a volte faccia davvero male.
A volte si arriva a vivere le sensazioni dell'altro, come un corpo unico.. come un solo cervello.
Il tuo piacere è il mio piacere, il tuo dolore è il mio dolore.
Ci sono passato anche io, molto tempo fa, quando stavo male senza un apparente motivo e il mio lui attraversava un brutto periodo.
Ogni colpo subito da lui sembrava indirizzato a me, questo perché l'amore è anche questo.
Condivisione di tutto anche di quello che non si vorrebbe.
In alcune relazioni, a volte, nasce anche una forma di odio insolito; vorresti ferire quella persona e fargli male, anche fisicamente, eppure non lo fai.
Il legame che c'è nonostante tutto è troppo forte e ogni sua ferita comparirebbe anche sulla tua pelle.
L'amore fa male e questo è un dato di fatto.
Noi umani siamo fatti così, anche se soffriamo continuiamo imperterriti nel nostro cammino amoroso.
Pensiamo che la sofferenza sia giusta a volte ed è sempre meglio che restare soli.
E' difficile imparare.
E' difficile amare.
Quando si cresce senza speranza si desidera solo qualcuno che sia in grado di capirci.
Non vogliamo restare soli e ogni lezione di vita la ricordiamo sulla pelle.
Credo di essere libero adesso.. nonostante tutto.
Credo di aver capito come si ama e di aver imparato a comprendere l'amore come sentimento.
Lo bramo e lo desidero ardentemente ma credo anche di non meritarlo a pieno.
Sono stanco di finire accasciato al suolo per colpa tua; giochiamo da anni a questo sadico gioco dove ci feriamo a vicenda sperando di non far rialzare più l'altro.
Sono stanco di cadere e soffrire.
Sono stanco di essere così empatico.
Sento la rabbia nel mio corpo e un desiderio di urlare.
Urlo forte perché tutti devono sentirmi.
Sono libero adesso.

Le tue ferite non sono più le mie e i colpi che riceverai saranno solo a carico tuo.
Voglio stare male per qualcuno che merita davvero.
Voglio stare male per me adesso.
Sento un vuoto dentro di me.
Posso ricominciare da capo adesso.
Senza di te.







  
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