giovedì 9 aprile 2015

Occhi nuovi (perso nella folla)

Le feste son passate rapide.
I pensieri non sono stati da meno, sono corsi veloci nella mia testa.
Mille idee mille riflessioni mille modi di vedere le cose.
Sorrisi smorzati e pensieri vaganti.
Questa pasqua non è stata eccelsa ma neanche da buttare, stabile in una monotonia da festa fin troppo "spenta" ho avuto modo di stare bene solo nei momenti in cui Angelo era intorno a me.
La famiglia sparpagliata, una chiamata di mio padre, una chattata rapida con ex.
Malinconia ma non tristezza, malinconia ma non disperazione.
Positività mal celata, cerco di vedere il bello delle cose.
Succedono tante cose quando ci si ritrova in mezzo alla folla.
Ero in mezzo alla mia famiglia, classico marasma del sud del Lazio, casino dialetti incomprensibili e cibo.
Mi sentivo un po' fuori luogo, un po' messo lì per forza con i miei pensieri articolati.
Ho cercato di godermi tutta quella compagnia simpatica ma non ci sono riuscito, almeno non come avrei voluto.
Perso in una folla, nessuno si accorge di me, spallate che ti spostano con forza.
Ti senti trascinare via da tutto e da quello che pensi, ti arrabbi con te stesso perché ti senti rinato eppure sempre un filo "malinconico".
Vedo le cose diversamente ora, lo dico sul serio.
Mi sembra di avere degli occhi nuovi.
Pensare ad alcune persone o fatti fa meno male, totalmente diverso da prima quando un semplice pensiero creava crateri nel mio cuore.
Mi serve tempo per imparare a vivere di nuovo, tempo per tornare ad essere un uomo normale, una persona come tante.
Passare nella folla e far si che nessuno si accorga di me.
Mi stupisco perché la voglia di urlare è sempre tanta, la voglia di stare solo per i cazzi miei non smette mai di lasciarmi.
So bene che lasciarmi andare a certe cose fa solo male, mi tramuta in qualcosa di sbagliato e devo forzarmi per cambiare alcune cose.
Fuori Roma, in quella che sembra un'oasi per il cervello, mi perdo senza possibilità di tornare indietro.
Piove forte e fa freddo, troppo freddo per il mese di aprile, vedo Angelo correre per le stanze con mille uova preso dall'euforia, accenno un sorriso.
Tutti mi guardano e vedono una persona che sta bene, una persona normale. Fatico ad esserlo ma ci sto provando.
Solo una persona si accorge di qualcosa, si avvicina nel mio rifugio, una balconata ampia quasi sotto la pioggia, sento gli schizzi delle gocce cadermi sulle braccia.. mi prende la mano e appoggia la testa sulla mia spalla, una pacca sulla schiena e una carezza sul petto.
Bacio sulla guancia e mi dice "ti voglio bene". 
Rimaniamo così, uniti da quel bambino che si sta uccidendo con la cioccolata nella stanza accanto, troppo pensierosi e spaventati da un futuro che ci appartiene poco.
Legati per sempre, in un modo o nell'altro.
Mi sento meno solo.
Non voglio urlare il mio dolore.
Lei lo capisce.
Mi sento meglio e sorrido.
Cerco di rubare i segreti della sua felicità, cerco di capire come ci riesce dopo tutto.
Amarsi e poi tutto cambia, volersi bene nonostante tutto.
Fisico minuto e capelli rossi.
C'è più forza in lei che in ogni pseudo muscolo che possiedo.

In balia della folla mi sento trascinare su percorsi che non sono miei.
Mi lascio portare via perché non so quale strada seguire, nell'ombra neanche si accorgono di me.
Vorrei tanto restare fermo senza sforzo.
Ho bisogno ancora di qualcuno che mi tenga la mano quando sono perso nella folla.








  

sabato 4 aprile 2015

Senza Cuore

La primavera è ormai iniziata, sole vento fresco e qualche pioggia leggera; il tempo migliore per far ripartire il cervello.
Tenerlo spento, aver sfogato tutto il possibile in questi giorni passati, fare in modo di tornare a sorridere senza problemi.
Pensare al passato sorridendo e con gli occhi asciutti, liberarsi la coscienza e l'anima scrivendo un'ultima lettera solo per dire cose mai dette.
Mettere fine a una cosa già finita ma mai realmente lasciata andare. Darsi tempo per rigenerarsi.
Le cose che leggerete sono nate con il tempo, frasi scritte tra la settimana scorsa e questi ultimi giorni, una fusione di pensieri e di parole.
Modi di pensare, modi di essere.



Heartless

Senza cuore.
Una creatura nera e con gli occhi luminosi, la corruzione vivente.
Un essere malvagio ma che agisce di istinto, colpevole di tanti mali ma forse non realmente responsabile delle sue azioni.
Nato per fare male, segue quello che sente di fare, un istinto primordiale che gli fa commettere crimini, ama distruggere.. ama corrompere questo semplice mondo.
Non si può criticare una creatura del genere, non si può non essere attratti da una forza della natura come questa.
Si può odiare, si può combattere ma spesso nel vedere questi esseri in noi nascono mille domande, domande che raramente hanno risposta.
Cosa sono? Perché lo fanno?
Informazioni stupide, informazioni di base per capire questi essere maledetti, cuori corrotti servitori dell'oscurità, purosangue nati dal buio per nutrire lo stesso con le loro capacità.
Non bisogna mai dimenticare da cosa nascono i senzacuore e il perché vengono chiamati in questo modo.
Dopo tutto sono essere viventi, dispongono di un cuore tutto loro, eppure qualcosa è andato storto nel processo di creazione, qualcosa è andato male e questo cuore non lavora come dovrebbe.
Servo del buio e senza apparente via di fuga.
Un cuore malato che non riesce ad amare, un cuore malato con una missione.
Forse capirete poco di queste parole, forse sembrano solo un delirio di un pazzo ma queste riflessioni articolate nascono solamente da un semplice gioco, qualcosa che fa parte anche della mia infanzia e crescita, qualcosa che è molto caro per qualcuno.
Mi sentivo un essere senzacuore, una creatura con un cuore forte che batte nel petto ma anaffettivo per natura.
Qualcuno che evita e non prova sentimenti di alcun genere, chiuso nel suo buio e che agisce solo di istinto, gode nel far male, nel far soffrire la gente.
Il destino di queste creature è segnato, non c'è purificazione per loro, l'unica via oltre alla vita è la morte per permettere al loro cuore malato di tornare a vivere, in un corpo più consono, in un cuore umano.
Scioccamente credevo di non saper essere bravo a gestire alcuni rapporti, ignoravo la grande facilità di gestire alcuni rapporti se nati nel modo giusto.
Ho molta strada da fare ancora ma è bello quando vedi che riesci a camminare bene, passo dopo passo verso quella che sembra essere una direzione giusta.
E' bello trovarsi spogliati di tutto e senza protezioni quando ci si deve lasciare andare.
Piangere forte tra le braccia di qualcuno e capire le cose fatte e gli errori commessi.
Aspettare l'inizio della primavere per risorgere di nuovo, per sentire il cuore pulsare nel petto come un tempo.
Una grossa cicatrice sopra cucita con dolore per ricordare quello che si è perso ma anche per apprezzare quello che si ha.
Sentirlo battere forte con il sole che colpisce la pelle, l'oscurità si dirada e si resta da soli.
Le persone grandi piangono quando hanno il cuore spezzato, un dolore nato per l'empatia di alcuni sentimenti.
Occhi fissi su di me e senza anima, guardo il mio essere senza cuore morire tra le mie mani, strangolato dalla mia forza e dal mio senno ritrovato.
Non voglio amore ne qualcosa di strano, solo qualcuno che mi aiuti a capire, che mi supporti sulla via da percorrere e che mi aiuti quando serve.
La solitudine estrema non è una soluzione, il buio non è una casa da amare ma un rifugio da distruggere.
Capire le cose sempre troppo tardi, capirle sempre quando ormai il danno è stato fatto.
Non sono un essere senza cuore, so di poter amare in qualche modo.
Complicato, un po' strano, anomalo.. molti modi per indicare la mia intricata personalità, molti modi per dare un nome a quello che sono.

Il mio cuore batte forte e non vuole smettere di farlo.


Questo pensiero è assai anomalo, la foto e le citazioni dovrebbero aver fatto capire da cosa ho tratto ispirazione per queste righe.
Un gioco... un videogame che nasconde dietro la parte ludica grossi insegnamenti sui sentimenti e sull'espressione degli stessi.
Chissà magari in futuro arriverà un post sequel di questo (spoiler).
Ci tengo a dire che sto cambiando molto in questo ultimo periodo, sono stati mesi duri e finalmente, anche grazie l'intervento di qualche persona, sto vedendo i risultati di questo lungo soffrire.
Capire di essere giusto dopo tutto e di non essere poi così sbagliato.
Non più un heartless ma liberato dell'oscurità che mi portavo dentro.




  

martedì 31 marzo 2015

Guerriero (freddo metallo)


  




Avere un nemico forte.
Avere un corpo debole che cede fin troppo spesso.
La bellezza di un'amicizia che nasce.
Il bello di sentirsi a casa anche quando si sta molto lontani.
Creare in bel rapporto con qualcuno che ti conosce ancora poco.
Conoscersi per bene e dare tempo al tempo.
Cenare fuori, grandi mangiate e molte risate.
Scoprirsi a vicenda.
Giocare come bambini curiosi.
Piangere tra le braccia di qualcuno che da te non vuole nulla.
Sentire il conforto sulla pelle.
Libero di stare nudo senza "obblighi di sesso".
Libero come se in compagnia di qualcuno che conosco da anni.
Volersi bene.
Dirselo a voce.. o almeno provarci.
Si torna a casa con un sorriso enorme, leggere pensieri sparsi appena regalati.
Una lettera lunga, immensa, quasi senza fine.
Pensieri, regali, parole.
Felicità mista a tristezza, malinconia da separazione.
La curiosità che mi spinge a leggere tutto nel treno, nella folla della domenica.
Occhi gonfi bloccati con forza.
Un grazie che vale per mille.
Parole semplici che volano in aria, mille significati per mille cose.
Una canzone citata molte volte tra quelle righe.
Anche i guerrieri devono riposarsi ogni tanto, togliere l'elmo e posare lo scudo.
Privarsi della spada e delle difese a piastre.
Rimanere nudi e fragili agli occhi di qualcuno, curare le ferite. 
Recuperare le forze.
Chiedere aiuto senza vergogna e senza rimorso.
Accettare il supporto di un altro combattente.
Imparare da lui i suoi segreti, farli propri e tornare a indossare l'armatura.
Tornare nel mio regno, proteggerlo come faccio sempre.
Un bambino fragile da salvaguardare, una folla da sterminare, un nemico da combattere.
Il viso coperto dal freddo metallo, non mostrare mai le lacrime che scorrono dentro.
Solo un sorriso ogni tanto.
Essere un guerriero e lasciarsi andare, alla rabbia e al voler urlare.
Combattere senza fermarsi mai perché è l'unica cosa da fare.
Stringere i denti e non mollare.
Forza bruta contro la paura.
Colpirla forte nel profondo.
Senza pietà e con la spada in mano.
Stanco e fiero per la vittoria.




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