lunedì 1 settembre 2014

il Burattino senza cuore

Siamo a settembre e con lui il brutto tempo è giunto nella capitale; un cielo cupo e uggioso oggi mi ha fatto da tetto, vagavo per la città inumidito dalle prime gocce di pioggia.
L'estate è già finita? La gente ride e dice che forse non è mai iniziata.. io penso e credo di sapere come andranno le cose.
Sarà una pausa bagnata in un periodo arido, tutto tornerà come prima e il caldo faticherà ad andarsene.. ormai le stagioni sono fottute e hanno un sistema tutto loro per alternarsi, l'estate non è finita, si è solo spostata in avanti.. come tutto il resto.
La mia vita va avanti come sempre, segue il suo binario sparata come un proiettile e non sembra fermarsi, ho superato luglio con le sue paure e agosto con le sue manie, mi concentro sul futuro e sull'autunno sperando di dimenticare molte cose.
Avevo molti più propositi per quest'anno ma sembra che questo 2014 non segua le regole da me prefissate, è stato un hanno pieno di conquiste ma beffardo e con insidie non indifferenti.
Per due passi avanti fatti ne rifacevo uno indietro.. tutta colpa del timore di ricadere nelle mie solite paure; per ogni conquista fatta tornavo a fare i soliti errori, correvo senza sosta senza capire le mie azioni.
Mi è servito del tempo, mi è servito l'aiuto di molte persone ma alla fine eccomi qua con un nuovo modo di pensare e un nuovo modo di concepire me stesso la mia vita e gli altri.
Ho aspettato la fine dell'estate, almeno quella da tutti concepita come tale (giugno, luglio e agosto),  per dare modo al mio corpo ma soprattutto alla mente di ripartire.
Sono in via di guarigione da alcuni miei problemi di salute (nulla di grave) sono tornato a lavorare e a fare attività fisica (almeno in parte) e voglio che questa seconda parte di anno sia grande e piena di cambiamenti.
Perché scrivo tutto questo? Perché mi sono lasciato andare al mezzo più inutile che l'umanità ha regalato a tutti noi?
Perché la speranza di un futuro migliore dovrebbe essere un obbiettivo da seguire? Perché sperare fa parte del nostro modo di vivere?
Non sarebbe più facile vivere e basta? Lasciare tutta l'ansia indietro e viversi la vita per come ci viene data dalla natura?
Sono domande stupide, sono domande inutili da porsi.. eppure a volte mi ritrovo a pensare a cosa mi abbia spinto a fare determinate azioni, sperare in un futuro migliore per me ma soprattutto per mio figlio.
Mi chiedo se tutte quelle riflessioni fatte su un futuro migliore abbiano davvero avuto effetto oppure sono solo state di intralcio alla mia vita vera, riempendomi il cervello di speranze inutili di preoccupazioni e di tante cose negative.
Questo post, come tanti altri pubblicati in questo ultimo periodo, sembra avere poca serietà nelle sue parole, sembra non seguire una logica e sembra dettato dalla pura voglia di parlare di qualcosa.
Forse è un bene tutto questo.. o forse no, fatto sta che oggi questo brutto tempo mi ha dato modo di pensare.
Ho riflettuto molto mentre aspettavo il treno e mentre raggiungevo il mio lavoro, ho pensato molto sui cambiamenti della vita e sul come ci si pone di fronte a certe scelte.
Proprio in questi giorni ho parlato con alcune persone della differenza tra realtà e personaggio, tra la differenza che si trova nel parlare con me realmente e interagire con me sul web o sui social.
Risulto molto frivolo e odioso non lo nego.. ma è giusto anche così, mi chiudo nel mio bozzolo e lo apro a pochi.
Mi sono reso conto che per sopravvivere nel mondo reale quando si ha una grossa fetta di vita esposta sulla rete bisogna sapersi proteggere, bisogna sapersi nascondere bene.
Dare tanto ma centellinato in mille piccole note sparse qua e là, creare rapporti umani solo con chi merita di essere conosciuto ed aprirsi solo con chi ha pazienza e voglia di conoscermi.
Forse esagero o forse ho solo capito come funziona realmente la vita "social" ma non mi piace "farmi vedere" almeno non come sono nella realtà di tutti i giorni.
Mi maschero per apparire più interessante e più coraggioso, racconto di me e delle mie paure come fossero nulla e mi riesce difficile dare un volto a tutto questo.
Mi pesa immensamente dare spazio al Rafa vero di tutti i giorni invece del Rafa cazzaro che si trova su twitter o facebook.
La mia vita dopo tutto è composta da una manciata di pagine scritte e da qualche foto troppo spinta o troppo sfocata.
Chi sono in realtà? 
Ho pensato spesso a come sarebbe la mia vita se mostrassi a tutti il mio vero io, con il viso e un carattere più debole ma più docile e rispettoso degli altri; molto più timido di quanto si possa credere.
Scrivo questo post perché ormai questo spazio inizia a stare stretto al vero Rafa che ormai ha solo voglia di emergere il più possibile.
Dopo tutto i tempi dei miei problemi mentali sono finiti, le crisi dovute a mio padre sembrano vecchie di secoli e le paure che il bambino provoca ormai sono parte della mia vita e ci devo convivere.
Non nego di essere in parte stanco di tutto questo ed è per questo motivo che ultimamente sto diventando più "reale", cerco aiuto per essere salvato da me stesso, cerco aiuto per non finire come una rappresentazione falsa di me stesso.
Quando iniziai a scrivere oltre tre anni fa non avrei mai pensato di dire una cosa del genere ma questo blog fa anche male alla mia vita, non mi crea vero dolore ma impedisce a una parte di me di fiorire e di saltare fuori.
Un po' per protezione, un po' per paura rimango intricato nel mio groviglio protettivo e non ho voglia di mostrare al mondo come sono.
Tutto questo prima o poi deve cambiare, non posso continuare a rimanere intrappolato in questa trappola.
Non sono ancora un burattino.. posso ancora camminare con le mie gambe senza l'ausilio di fili.

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Mi pento di scrivere a volte, ripenso a quelle cose pubblicate e mi dico "sei un coglione", oggi scrivo perché ormai molte persone mi parlano a cuore aperto e io continuo a fingere.
Mi recludo nel mio mondo e do a pochi la possibilità di entrare, si contano sulle dita di una mano e questo non va bene.
La mia vita reale va protetta e questo è un mantra sacro per me e forse è questo a spaventarmi, ho paura di esporre innocenti al giudizio altrui, ho paura che le mie azioni possano essere definite esagerate o deleterie.
Mi chiudo nel mio mondo ignaro perché quello esterno mi mette paura con la sua natura dura e fredda.
Non sono un prodotto costruito, non sono finto come molti credono, ho un cuore che batte anche io e un cervello che pensa e soffre, ho il mio modo di agire e nella paura di sbagliare crearmi una protezione mi ha aiutato.
Il blog mi libera dal peso ma mi rende anche molto fragile agli occhi del mondo.

Come posso aprirmi nei confronti di un mondo che conosce la mia più grande debolezza?
Come posso fidarmi?
Come posso liberarmi da tutto questo prima di diventare un'ombra di me stesso?
I burattini sono fatti di legno e non hanno un cuore che batte nel loro petto.. 
..di questo passo quando si fermerà il mio?

Quanto tempo mi rimane?
Mi serve aiuto.. forse più di quanto voglia ammettere.

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Eccomi qui, di nuovo.

Oggi niente musica, troppe cose per la testa.

martedì 26 agosto 2014

La mia strada non è con te

Mi sono serviti alcuni giorni di pausa, giorni tranquilli e spensierati per riprendere contatto con me stesso.
Ho metabolizzato le cattive notizie e ho diffuso nel mondo quelle belle per apprezzare le piccole cose che la mia vita mi regala.
Ho avuto modo di riflettere di nuovo sul post precedente e ho capito che arrabbiarmi è inutile, che il passato è andato e certe cose non potrò cambiarle mai.
Che poi ad essere sincero mi incazzo più per mia sorella e mio fratello che per me, loro hanno potuto assaporare lati di mio padre più umani e mi manda in bestia vedere saltare tutto come se per lui non importasse nulla, come se la loro presenza sia solo superflua, un obbligo da eseguire.
Oggi mi ero ripromesso di scrivere su queste pagine giusto per dare libertà ad alcune mie parole, mi ero ripromesso che non avrei sofferto ancora per determinate cose.
So bene che sono solo parole al vento ma è giusto provarci ogni volta, darsi la carica e cercare di stare meglio perché arrendersi è da coglioni.
La settimana appena conclusa dopo tutto è finita bene e questa nuova appena iniziata si appresta ad essere ancora meglio.
Mi giro intorno per la casa e vedo tutti i segnali della mia vita che procede sparata seguendo una strada tutta sua, vedo il tempo passare dagli oggetti che ho e dai ricordi che gli stessi mi danno.
Vedo il bambino e mi rendo conto di essere un adulto ormai anche se continuo a crescere senza sosta.
Proprio il bambino è colpevole di aver fatto nascere in me un lungo pensiero, nel fine settimana sono andato con lui e Riccardo in giro per la natura, una piccola sosta fuori Roma e poi qualche uscita vicino al mio quartiere, vicino al mare.
Tanto tempo passato in tre, tanto tempo assaporato come uno spicchio di qualcosa di più grande, per un futuro migliore e per una vita che appaga tutti.
Forse è presto per fare certi progetti, forse è presto sognare adesso ma un giorno la mia famiglia sarà completa e potrò godermi a pieno i frutti del mio lavoro estremo.
Avere il bambino e la mia ex compagna Laura mi aiuta molto, vedere una ritrovata mamma girare per casa fa strano ma mi fa capire di aver chiuso alcuni capitoli del passato.
Ho una bella famiglia alle spalle adesso ma devo lavorare sodo per rinforzare il mio nucleo familiare stretto, quello che ora siamo io e Angelo, sperando che Riccardo voglia fare parte di questo quadretto.
Scrivo poco e mi riposo tanto, lavoro abbastanza da essere stanco morto e preferire una sosta alla scrittura.
Vado all'aperto con Angelo e Riccardo e mi sento in pace con me stesso.
Dimentico papà un'altra volta sperando che sia l'ultima.
Dimentico tutto perché stare male è inutile

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In tre sul telo, nella natura. Come una famiglia.
Il peggior difetto di un genitore è quello di trattare i propri figli come fossero nulla.
Usarli per qualcosa e crescerli per obbligo, farli sentire inutili al mondo e senza uno scopo.
Mio padre ha fatto molti errori e continuerà a farli con altre persone e altri bambini.
Ha dimenticato mio fratello ha  maltrattato mia sorella e ha sempre ignorato me, quello peggio dei tre.
Non ho mai capito il suo modo di pensare e vorrei tanto poter sentire cosa pensa di noi realmente.
Se è solo orgoglioso e testardo o se la sua è vera cattiveria piena di malizia infima.
Farsi domande è stupido, farmele ancora dopo tutti questi anni lo è ancor di più.
Dico sempre che dimentico ma in realtà non lo faccio, escludo certe emozioni e le tiro fuori sempre nel momento peggiore, ricompaiono in maniera ciclica nella mia vita.
Sono un cretino a volte.
Sono un idiota quando ripenso a lui e sorrido di quei pochi ricordi positivi.
Non posso permettere a lui di ferirmi e di fare male il mio lavoro di padre.
Ho una mia famiglia adesso, ho un bambino che mi ama e che è tutto il mio mondo.
La gente non mi capisce, la gente mi critica, la gente mi usa... ma finché avrò lui tutto andrà bene.
Mio padre non è stato in grado di aiutarmi, non ha voluto neanche provare a mostrarmi la via.
E di conseguenza io me la sono cercata da solo.

Perché questa nostra relazione, papà, sembra quasi una storia tra amanti che si odiano.
Voglio essere tuo figlio e non me lo lasci fare.
Devo rassegnarmi e andare avanti.
La mia strada non è con te.



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Disegno fatto da me (molto velocemente) avendo un quadro di Michael Leonard come riferimento.
  

giovedì 21 agosto 2014

Tutto Brucia (Le Fenici non possono morire)

Il tempo passa e neanche me ne rendo conto a volte, il bimbo era partito con la mamma per le vacanze il 13 ed è tornato ieri; una settimana bellissima ma insolita, stranamente tranquilla e con molto tempo per me.
Forse sarà l'estate o forse è solo colpa dei miei grossi dubbi ma ecco che la scrittura è diventata super presente nelle mie ultime giornate, più del solito.
Ho scritto tanto e ho avuto modo di rileggere alcune cose, ho parlato molto con Riccardo di alcuni punti per migliorare la nostra relazione e anche me.
Ieri notte il mio attuale diario (in pelle nero) è finito e me ne sono accorto solo poco prima di finire, due pagine ancora e poi basta ne serve uno nuovo, bisogna ricominciare.
Devo ammettere di esserci rimasto male specialmente perché quest'ultimo durava da un bel po', comprato oltre un anno fa.
Causa ferie non ho modo di comprarne un altro come piace a me e sono costretto alla scrittura su dei fogli bianchi, insomma quelle risme fatte per le stampanti usate da me per disegnare.
Oltre la evidente scomodità di scrivere senza quadretti o righe ho trovato quasi del tutto senz'anima questo mezzo cartaceo, troppo dispersivo e troppo "neutro", non mi ha conquistato.
Perché scrivo questo piccolo sfogo del tutto casuale? Perché la vita si diverte a farmi degli scherzi assurdi e divertenti che mi provano una rabbia.
Prima di cominciare annuncio a tutti che da poco sono diventato zio per la seconda volta e che mio fratello si può definire guarito dalla sua malattia, è stato un processo lungo e di oltre un anno ma l'importante è essere arrivati a questo punto.
La piccola si chiama Vittoria ed il suo nome è un riferimento proprio alla guarigione, al fatto che non sempre si perde e non sempre bisogna lasciarsi andare.
Purtroppo per me, se da una parte ho una notizia positiva dall'altra ne ho una "negativa" infatti mi è giunta voce che mio padre si sta per risposare (sarebbe la terza volta) con quella famosa donna da me incontrata alla festa del papà.
Farebbe da padre a un bambino nuovo e da compagno a una giovane madre probabilmente alla disperata ricerca di soldi.
Mi viene da ridere al pensiero di tutto ciò, come sapete io ho una sorella e un fratello e mio padre ha smesso di calcolare me per primo, poi Rachele e infine anche Gabriele, nonostante gli abbiamo dato tre nipoti, nonostante uno avesse un tumore e nonostante una fosse minorenne e totalmente abbandonata.
Sapete bene che mio padre non è un campione di intelligenza ne di gentilezza ma pensavo che si fosse arreso, la vita è la sua e può fare quello che vuole ma mi viene sempre molta rabbia sapere che fa da padre a un bambino quando ha tre figli grossi dimenticati e praticamente cresciuti da soli.
Per questo scrivo molto in questi ultimi giorni, per questo ho finito il mio diario, ho scritto chilometri di cose in poche pagine e poi mi sono ritrovato senza più spazio, senza un posto dove potermi sfogare.
Mio padre non è mai stato bravo con noi figli, i miei ricordi di lui da bambino sono pochi e decisamente brutti, continuo ad essere arrabbiato con lui da molti anni pur sapendo che è totalmente inutile.
Non riesco a stare zitto o a mettermi l'anima in pace quando scopro che lui sta bene come una pasqua e di noi se ne bellamente fregato, posso capire con me mi ha sempre odiato e trattato male ma Gabriele e Rachele no, con loro era diverso all'inizio e poi è andato a scemare.
La rabbia sale ed è simile a quella che avevo da ragazzino quando subivo da tutto e tutti, da mamma da papà dalle altre persone.. quel tipo di rabbia che mi fece diventare "matto" per molti dottori.
Ricordo raramente i momenti di rabbia pura quando il cervello si annebbiava e davo di matto, ricordo solo il dopo e il prima, mai il durante ed è per questo che forse poi dopo stavo così bene.
All'ultima festa del papà pensavo di essermi liberato in parte dell'influenza di mio padre su di me ma mi sbagliavo, è chiaramente parte della mia vita e io continuo a prenderlo in considerazione perché non concepisco la mia vita senza la sua.
Che idiota vero?
Parlando con mia madre è venuta fuori molta malinconia da questa situazione ed inizio a pensare che i miei dubbi siano causa di questo.
Quando sto male tendo a combattere i miei problemi facendomene carico senza dire nulla a nessuno, reggo molto peso ma poi arriva il giorno che crollo e mollo tutto.
Quel giorno è stato poco tempo fa quando ho mollato tutto sfogandomi su queste pagine, mi sono reso conto che mio padre è più presente nella mia vita di quanto pensassi, i dubbi avuti con Riccardo sono nati proprio da questa mia paura di affrontare determinate cose, dalla mia paura di dire alle persone come sto davvero.
Questo comportamento, questo mio modo di essere sono tracce del suo insegnamento nella mia infanzia, di quando mi diceva "non vali nulla" oppure "non farai mai nulla nella vita" o una delle sue chicche migliori "non mi importa nulla di te".
Dico che tutto è superato, dico che ormai pensare a lui non fa più male ma spesso mento, dico bugie perché ammettere di stare male per una persona che ti ha dimenticato anni fa è stupido da idioti.
Sono sciocco se credo che prima o poi mi possa accettare per come sono, sono stupido se spero di vederlo prima o poi con Angelo in braccio a fare gli scemi.
Mio padre non mi ama e me lo ha detto in faccia più volte.
Ho parlato con Riccardo di lui, grosso tabù del nostro rapporto, ho riletto alcuni passi tra blog e diari dove parlavo di lui e noto un mio classico ciclo di emozioni che lo riguardano, sempre la stessa storia che si ripete, un loop infinito che deve finire.
Ne sarò mai in grado? Chissà.. fatto sta che Riccardo mi ha consigliato di non leggere nulla riguardo a lui, anzi di distruggere quelle pagine, almeno cartacee, che mi possono fare male.
"Non devi dipendere da quello che scrivi" mi ha detto e non ha torto, do troppo peso alle parole scritte specialmente se a scriverle sono stato io.
Armato di foglio bianco e trattopen ho scritto una cosa nel pieno della rabbia, ho strappato già tre pagine in questo diario finito e le ho gettate via.
Non voglio leggerle più. Non devo leggerle più.
Tutto brucia se vogliamo, le fiamme cancellano tutto e lasciarle morire è la cosa giusta da fare.
Voglio vederti soffrire adesso, come tu hai fatto soffrire me.
Il tempo dei gentiluomini è finito e resta solo la rabbia.
La certezza di vederti autodistruggerti mi riempi di gioia.
Il fuoco colpisce tutti prima o poi.

Ho la calligrafia di merda in stampatello, non che in corsivo sia meglio.
Lasciate perdere.

Scrivo su un foglio bianco per aver le idee più chiare, scrivo piano quasi controvoglia.
Ho voglia di dimenticare tutto, di fingere che il passato sia rimasto nel passato senza influenzare il mio futuro.
Invece eccomi qui che scrivo su un foglio vuoto, uno di quelli senza una storia da raccontare.
Vorrei bruciare tutto a volte, come feci a sedici anni a casa dei miei, usare il fuoco come segnale, usare le fiamme per cancellare tutto.
Fare tabula rasa e dimenticare.
Tutto brucia prima o poi.
Tutto muore prima o poi.
Brucerai prima o poi e io starò lì a guardare.

Le fenici non possono morire ma tu si.


  
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