venerdì 27 marzo 2015

Io sono. Tre anni dopo.

Io sono Rafaele.
Sono un ragazzo di venticinque anni.
Ho i capelli neri e gli occhi tendenti al verde scuro.
Mi alzo sempre verso le 7:00
Faccio raramente colazione, spesso la faccio intorno alle 4 del mattino.
Mi piace coccolare mio figlio prima di farlo addormentare.
Studio poco, forse lascerò gli studi.
Per risparmiare condivido la mia auto con la madre di mio figlio, spesso la lascio da lei. Amo camminare.
Non lavoro da quasi un anno ormai, fatico a rimettermi di salute al 100%.
Non ho molti sogni da realizzare, forse uno ma poco realizzabile.
Mi piace molto il mio modo di cucinare, sto mangiando molto meglio ultimamente.
Mi piace passare del tempo al pc e giocare con i miei amici.
Mi piace sentire la musica a tutto volume e cantarla da solo come un matto.
Mi piace indossare i miei occhiali da sole.
Mi sento bello, il più delle volte.
Amo i libri ma spesso ho poco tempo per leggerli.
Disegno molto spesso.
A volte mi manca la mia università, altre volte non mi manca per nulla.
Vorrei trasferirmi all'estero.
Sono single dall'autunno dello scorso anno ma ho perso la "persona giusta" a gennaio.
Esco poco ultimamente, chiuso nel mio rifugio.
Mi piace il bimbo che mi fa un sorriso enorme quando torno a casa.
Mi piace quando fa lo scemo per farmi ridere.
Odio piangere di fronte a lui, spesso se mi vede in quello stato si mette a piangere con me.
Mi sento una merda per questa cosa.
Passo molto tempo in giardino o al parco a giocare con lui.
Mi piacciono molto le feste, aspetto Pasqua per distrarmi.
Natale è molto speciale per me.
Pasquetta è un giorno che sto riscoprendo.
Sono contento di vivere vicino al mare.
Sono innamorato, ricambiato eppure single.
Sono geloso, molto geloso.
Sono atipico.
Sono "solo".
Sono cinico, ironico e egocentrico.
Scrivo molto.. a volte troppo.
Sto cambiando molto.
Sto capendo solo adesso alcuni rapporti umani e forse il trucco è proprio "non capirli".
Non uso più etichette per nulla.
Amo fare sport.
Mi manca da morire farli.
Mi piacciono le coccole dei mie 5 gatti.
Mi sono affezionato molto alla mia ultima gatta, così piccola e già incinta.. Merendina.
E' bello cenare insieme a mio figlio, mi piace cucinare con lui.
Amo la mia famiglia.
Odio il mio letto matrimoniale vuoto.
Odio il mio divano/letto nello studio per lo stesso motivo.
Dormo su un divano quasi ogni notte.
La notte è una mia ossessione. Amore e odio.
Dormo poco, troppo poco.
Esprimo poco i miei sentimenti.
Sto imparando a farlo.
Mi piace quando mi chiamano Manzo, tanta roba o Toro.
Mi fa sentire più figo di quello che sono.
La notte solo è una tortura.
Io sono solo.. forse non così tanto come credo.
Non devo mai scordare di ripeterlo.


Io sono. Tre anni dopo.



lunedì 23 marzo 2015

Cuore di Spine

Mi chiedo spesso se tu sei "felice" come me.
Una vita da vivere senza rimpianti e ignorando i ricordi che tornano sempre come un boomerang.
Immerso in una foresta nera che ingloba tutto quello che trova, rovi pieni di spine ovunque.
Finisci per pensare ad alcune cose, nonostante il riuscire a non stare male come prima, ti senti più forte, diverso eppure cedi alle tentazioni e crolli.
Alcune foto, un profilo social di qualcuno che ti permette di avere una finestra sul mondo, spii la vita di una persona da lontano e questo ti fa nascere un dolore alla bocca dello stomaco.
Ci vuole molto tempo per stare meglio ma ne serve davvero poco per fare mille passi indietro, ricadere sugli stessi errori e sulle stesse cose.
Stai male, forse più del solito, tremano le mani e non riesci a calmarti, ti odi e ti spaventi per l'enorme potere che quella persona influisce su di te.
Cerchi conforto in qualsiasi cosa e non tutto sembra funzionare, anzi per certi versi peggiora allora te ne stai sul letto immobile nell'attesa che quell'attimo eterno finisca al più presto.
Il dispiacere di stare ancora male, credevi di aver fatto passi da gigante eppure sembra che non ti sei mai mosso da quella posizione scomoda.
Cerchi di capire come uscire da tutto quello, ti incazzi con il mondo e con te stesso, provi rabbia anche nei confronti di chi provoca quel dolore perché vorresti parlare, almeno chiarire, prima di sparire.
Invece no, resti bloccato in quello stato di quiescenza forzata dove non puoi e non devi stare nulla.
Aspetti qualcosa che non succederà mai.
Ti deprimi appena ti guardi allo specchio. Vedi il viso diverso, scavato e con le occhiaie marcate.
Fare passi avanti non è difficile, farli ed essere sicuri della propria scelta però lo è più di quanto immaginassi.
Spesso mi ritrovo a pensare a momenti, istantanee che si focalizzano nel cervello e che mi dicono con forza "è lui quello giusto". Apri gli occhi e ti ritrovi poi nel tuo mondo e quella frase non ha valore, non è nulla.
Capisci che i progressi fatti sono giusti, nonostante siano dolorosi ma continui a faticare. 
Sempre con il fiatone, nel buio profondo di una notte che non sembra mai terminare, cammini tra le piante e ti senti spogliato di tutto.
Ci provi davvero a mettere alcune cose da parte ma ci riesci solo in parte, diventi impaziente per il tempo che passa e vorresti che tutto scorresse più velocemente.
Mascheri il dolore e il tuo cervello, diventi quello che la gente vuole, un sacco di carne da apprezzare, un pervertito da stuzzicare, uno stronzo da odiare.. macchietta di te stesso.
Il pensiero vola al quel ti amo sentito solo 2 mesi fa e non riesci proprio a capire come fa una persona a prendersi così tanto in giro, a quanto dolore starà provando nel accontentarsi di alcune cose.
La sua vita procede verso grandi cambiamenti e io rimango lontano ad osservare. Triste e senza speranze.
Mi odio a morte quando scrivo cose del genere.
Volevo solo viaggiare insieme a te, dare un finale straordinario a questo viaggio iniziato nel 2011 e ricordare per sempre il nostro camminare.
I rovi intorno a me sono ricoperti di spine, sento la pelle dolorante tagliarsi poco a poco, ferite piccole fastidiose e sanguinolente.
Sono nudo, senza protezioni e mi sento ferire ovunque.
Nel petto sento il cuore stritolato, colpito da spine sottili ma molto appuntite, ferite che ho paura non riuscirò mai a rimarginare a pieno.
Non voglio nessuno. Voglio stare solo.
Anche se fa male, anche se provoca più dolore di questi rovi che sto attraversando.
Ho un cuore di spine.

Immerso in una foresta nera che ingloba tutto quello che trova, mi ritrovo nudo e aggrovigliato nei rovi irti di spine.
Sento la pelle aprirsi poco a poco; ripenso al tuo sorriso falso, al tuo confessarmi alcune cose prima di crearti questa finta felicità.. e quindi torno a chiedermi "mi chiedo spesso se tu sei felice come me?"



…
Estratto di ig.


  

venerdì 20 marzo 2015

Un padre felice, un figlio triste.

La festa del papà è appena passata. Una giornata come tante, anche un po' inutile bisogna dirlo, ma che trova il suo significato nelle piccole cose.
Angelo che mi porta da scuola un bigliettino colorato pieno di cravatte e cose da "babbo" che poco mi rappresentano, una poesia detta con molta vergogna e varie fughe, fino a quando non riesce a dirmela tutta solo dopo cena, mentre mangia i dolci.
Come sempre i pensieri sono stati tanti anzi troppi ma credo di aver gestito bene il mio cervello ieri.
Ero in compagnia di mio fratello, di sua moglie e dei loro figli, poi il e il bimbo completavamo il gruppo per la cena.
Qualcosa di piccolo, qualcosa di intimo, un po' con quell'uomo che mi ha fatto a volte da padre (mio fratello) e un po' con quel bimbo che mi ha reso padre.
Quest'anno non ho volutamente cercato mio padre e la cosa ammetto che mi ha fatto un po' male, dopo tutto dal mese di dicembre ha cambiato modo di fare e di essere e sta provando in mille modi di entrare nelle mie grazie, fallendo.
E' ancora troppo presto per alcune cose e ho bisogno di risolvere un problema alla volta, prima il cuore poi lui, nella speranza di trovare tempo.
Siamo lontani dalla rabbia di un anno fa e dalle mani volate per il fastidio, siamo lontani dai momenti dove portavo regalini a casa da scuola per quella festa che venivano continuamente dimenticati o buttati.
Voglio evitare un ennesimo sfogo sul mio rapporto con mio padre; apprezzo davvero il suo cercare di avvicinarsi a me ma credo che lo stia facendo per le motivazioni sbagliate.
Dopo che ha perso tutto quello che per lui valeva, dopo aver perso l'amore di una donna e quello dei figli da lui calcolati e di una madre che preferisce ignorarlo totalmente.. capisci che forse sta cercando di rimediare a parecchie cazzate.
Lo deve far con calma, con i giusti tempi.
Voglio bene a mio padre ma ho perdonato a fatica mia madre per il mio passato (e lei era malata) figuriamoci lui che era nel pieno della sua coscienza.

Deve sentire il peso di tutto, deve stare male come io ho sofferto per lui, capire cosa si prova ad essere ignorati da qualcuno importante.
Messo sul bordo della mia vita, come un semplice conoscente.
Dovrà combattere per entrare internamente e avere l'onore si sentirsi chiamare papà dal sottoscritto.




Sono un ragazzo chiuso e devo tutta questa chiusura anche al tuo intervento.
Ieri è stata una giornata bella e nonostante tutto ho avuto un pensiero fisso; nonostante le facce sceme di mio fratello per i miei nipoti e di Angelo che per la prima volta ha mangiato una pizza tutto da solo.
Ha voluto ordinare da solo e portare i soldi al cameriere, piccoli passi per sentirsi grandi e fingere di essere qualcosa che non si è.
Nemmeno il pizzaiolo gnocco con il quale ho conversato più volte durante la serata mi ha distratto da quel pensiero.
Papà dove sei? Perché mi manchi ancora così tanto?
Dammi una ragione per perdonarti, dammi un motivo per cui questa primavera deve essere diversa da quelle passate.
Cerca di trovare un modo per farti perdonare da me, non importa quanto tempo servirà.
Attualmente sto soffrendo di mio per altre cose e non ho la testa di lasciarmi andare su questo punto, non riesco ad aprire il petto e a farti tornare dentro.
Non posso permetterti di parlarmi e di chiedermi alcune cose.
Ora sono troppo debole per questo. Un passo alla volta.
La festa del papà è un giorno stupido, una di quelle feste idiote fatte solo per far spendere soldi che fanno ormai parte della tradizione eppure diventa un giorno speciale quando si hanno molte cose in ballo.
Auguri papà come ogni altro anno... anche se forse questo è il primo dove riesco ad essere più freddo rispetto ai precedenti.
Devi meritarti di esserlo non esserlo e basta.
Oggi è stato un giorno speciale per il mondo, l'equinozio di primavera è finalmente arrivato e con lui anche una grandiosa eclissi che è sempre bella da guardare.
Non so dove sei stato in quegli attimi di leggero tepore luminoso, ignoro se hai prestato attenzione o meno.
Io ero con Angelo, a fargli vedere questo fenomeno a spiegargli tutto questo, anche se è estremamente piccolo, anche se forse tra 5 10 15 anni mi chiederà "papà cosa succede durante un'eclissi?" perché è quello che devo fare, perché è quello che voglio fare.
Sono un papà felice ma per colpa tua sono un figlio triste e per questo non so se riuscirò mai a perdonarti sul serio.
Anche se l'unica cosa che vorrei è averti nella mia vita.




  
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