giovedì 3 gennaio 2013

Migrazione

Che dire.. La voglia di scrivere è tanta.. più forte della stanchezza che mi porto dietro. Viaggiare è nel mio DNA ma nessuno ti avverte di quanto sia pesante il Jet Lag.
Stanco e assonnato mi sono trascinato in una casa vuota, così ho deciso; mi serve riposo e il corpo al momento è debole ma se lo paragoniamo al cuore sembro in forma.
Sono stati dei giorni stupendi, giorni che hanno significato molto per me, non solo come un traguardo personale... sapete l'arrivare in America, il viverla, sapere di essere a chilometri da casa dove tutto è diverso, in un altro continente.. ti fa sentire vivo e anche molto "cazzuto".
Sono stato catapultato in un'altra realtà familiare, fatta di rapporti solidi tra parenti e di privacy zero. Conoscere finalmente i parenti di Alex, la famosa nonna, il cugino ormai mio amico da tempo grazie a skype e tutti gli altri..
Mangiare la loro cucina, buona ma tremendamente pesante e dannosa alla salute, vedere le loro facce sorprese quando ho cucinato qualcosa in stile little Italy (come ho potuto) e vederli perplessi perché secondo loro gli ingredienti sono"troppo pochi".
Ma non è solo questo. New York è una città che vive tutto il giorno e la notte, pericolosa ma accogliente, poco "storica" ma aperta per costruirne una moderna.. è un covo di mille culture diverse dove la gente si incontra e vive.
La sensazione di soffocamento che i grossi grattacieli emanano e la grande libertà che dimostra in ogni sua forma.

Questo viaggio è stato per me molto importante, anche se doloroso dovevo farlo..  e non solo perché il turista che è in me moriva di andarci, ma anche perché, forse per la prima volta, ho visto Alex sotto una luce diversa da quella più fioca italiana.
Tutte le fiabe hanno una fine; con il termine fiaba uno pensa subito a dei racconti per bambini, ma spesso questi racconti nascondevano insidie e finali poco lieti.
La mia fiaba è terminata qualche ora fa.
Felice di aver assistito e partecipato a un piccolo spettacolo in un locale, felice di aver visto Alex nella sua nuova casa e nel suo nuovo posto di lavoro. Felice di aver conosciuto finalmente i suoi amici e di aver apprezzato quell'aria di diversità. Felice per poter dire, ho fatto sesso in America... tanto sesso ma molto triste perché è stato l'ultimo sesso che farò per un po'.
Come si dice, il lupo perde il pelo ma non il vizio.. ma se mi feriscono preferisco leccarmi le ferite da solo prima di tornare a cacciare.
Questo ho deciso.
Iin aeroporto poi tutto è stato straziante, poche parole.. un "già" sussurrato come risposta a una semplice frase "E' uno schifo vero!?"  sguardi fissi sui piedi, una mano che cerca l'altra, nonostante il mio odio per le dimostrazioni di affetto pubbliche, poi il momento della separazione, mi volto e lui è la, gli occhi grandi e umidi, mai visti in 2 anni di rapporto occhi più tristi e più espressivi.
Pesanti lacrime scendevano sul volto e per la prima volta da quando sono piccolo, mi sono lasciato andare. Ho pianto, in mezzo alla folla e chi mi conosce bene sa che è una cosa che odio, ma in quel momento è stato più forte di me.
Un bacio di quelli forti, dove la mano spinge la nuca, al sapor di sale per colpa delle grosse lacrime.. poi un abbraccio e le strade, purtroppo, si sono divise.
La mia politica del "i bambini grandi non piangono" mi ha spinto a indossare gli occhiali da sole, anche se era notte e a salire sull'aereo con un volto di certo poco sano.

Di questo viaggio mi ricorderò tante cose, lì anche i colori sembrano diversi, più accesi e più sgargianti.. 
Festeggiare il capodanno in una città del genere è una fortuna, specialmente se il tuo ragazzo ha agganci in un particolare settore musicale. La cena in smoking e poi l'andare a ballare cambiando stile sia di vestiti che di carattere.
E' stato interessante oltre che bellissimo.
Scrivo su questo diario da talmente tanto che ormai mole cose hanno perso valore.. però oggi voglio scrivere di una cosa nuova e diversa.. seguendo un classico cliché.
Caro diario, ti scrivo perché sono innamorato. Sono innamorato e molto triste, questo perché forse per la prima volta durante tutta la mia vita, so che sto perdendo qualcosa di buono e di prezioso.
Ho scacciato e buttato tante cose e tante persone nel corso del tempo, ma questa volta farlo mi fa male, pur sapendo che è la cosa giusta da fare.
Scherzando paragono la mia dolce metà a un uccello, canterino allegro oppure possente e grande volatore..
Qualsiasi uccello, grande o piccolo, può essere ingabbiato e riuscirci non sempre è una cosa positiva.

Da bambino trovai un passero caduto dal nido, lo curai finché non tornò ad essere sano, nel tempo diventò adulto e quella gabbia diventava sempre troppo piccola per questo uccellino che voleva volare.
Mia madre, grande saggia, alla fine mi convinse a liberarlo. Io piansi molto.. ma solo dopo mi resi conto di quanto quella scelta, consigliata da mamma, fosse giusta.
Adesso mi ritrovo, più di dieci anni dopo, nel fare la stessa cosa... ovviamente sono paragoni, adesso non ho passeri in gabbia.
Ma è la cosa giusta da fare.

Non lo dissi mai a mamma ma da piccolo nascosi la vecchia gabbia del passero in giardino e la lasciavo aperta, mangime e acqua. Non è mai tornato, ma la gabbia nonostante tutto restava lì.
Con Alex farò lo stesso, la gabbia è aperta e lui ha deciso di volare via.. ma quel piccolo sportello metallico rimarrà aperto... magari prima o poi ritorna... la cosa importante è che per il momento non voglio altri volatili in quella gabbia. Basto io che dondolo su un bastoncino, da solo.
Magari torna, magari no. Ma posso essere fiero di me per non aver mai chiuso la gabbia.

Non lo ammetterò mai a voce, ma spero davvero che un giorno ti venga fame o sete, tanto da dover tornare nella gabbia. E quando questo succederà io sarò lì, come sempre. 
Adesso vai e migra. 
Lontano.. da tutto. E da me.



13 commenti:

  1. Mi spiace piccolo. A me NY ha comq aiutato: apre la mente! Ti auguro di rimetterti in te al 100 % al più presto! :)

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  2. E' difficile poterti dare una parola di conforto perché la situazione è difficile e non si sarà che cosa ne sarà in futuro. Per cui ti abbraccio virtualmente e ti auguro di poter trovare la felicità il prima possibile :)

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  3. Molte volte ti ho detto che mi sarei immaginato uno strazio viscerale a lasciare qualcuno di "vitale". Però mi pare che tu stesso abbia trovato la chiave di volta di tutta questa storia:

    Magari torna, magari no. Ma posso essere fiero di me per non aver mai chiuso la gabbia.

    Sei triste, ma sei forte, perchè hai dimostrato a lui e a te stesso di essere capace di vero amore, non l'amore possesso, ma l'amore come desiderio del bene per un'altra persona, per il suo bene, e le strade possono anche non coincidere, e nel tuo caso purtroppo non coincidono.

    Ora tu curati le ferite, ma senti e apprezza la tua forza. Il 2012 non poteva chiudersi e il 2013 non poteva aprirsi in modo più bello e più doloroso. Fa niente, prima o poi ti riprenderai e potrai sentire la vita di nuovo. E quest'esperienza restituirà a te stesso e a chi ti sta vicino un Rafa molto più maturo e forte.

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  4. Un abbraccio grande. Perché troppe parole sono inutili, adesso.

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  5. Ti mando un grossissimo abbraccio. :*

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  6. ... io non so consolarti, purtroppo! Ti leggo e piango perchè le storie d'amore belle come la tua, dopo una vita di sofferenze, non possono finire! Un abbraccio!

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  7. Mi fa tremendamente male quello che scrivi perchè temo possa diventare anche esperienza mia.
    L'amore, fottuto amore, ha destini tortuosi, significati nascosti, ma anche gabbie aperte.
    Grazie.

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  8. E' doloroso leggere ciò che hai scritto. Ma sei un tipo tosto e ce la farai!
    Bacio :*

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  9. Mi dispiace tanto, credo che dire altro sia superfluo. Un abbraccio :)

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  10. Solo tu sai quello che è giusto. Ti abbraccio forte :)

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  11. Tifiamo per te Rafa! Un abbraccio :*

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