sabato 19 gennaio 2013

Sanguinare.

Oggi voglio fare un discorso breve, sono troppo stanco per scavare nel mio cervello alla ricerca di qualche pillola di saggezza dal passato.
Quindi eccomi qui, nel pieno della notte, che scrivo due righe brevi su quello che ultimamente mi sta succedendo.

Una rottura amorosa provoca molti danni; un effetto domino che colpisce tutte le cose della tua vita. Ogni singolo particolare viene devastato e prende una forma diversa tanto da renderli quasi irriconoscibili.
Ti ritrovi devastato, come un cane bastonato con varie ferite sul corpo; sta a noi, con il tempo, incollare di nuovo tutti i pezzi e cercare di andare avanti di nuovo.
Nel mio passato, anche se non ho mai sperimentato un amore degno di nota, ho vissuto il delirio di un'amore finito sulla mia pelle ovvero quello dei miei genitori.
A ripensarci adesso le litigate e le urla mi sembrano più giustificate, così come anche la rabbia repressa e tutta quella voglia di dolore.
Mi sembra strano, ma spesso noi giovani non riusciamo a capire i "grandi" fino a quando non viviamo sulla nostra stessa pelle le loro esperienze. Insomma il classico discorso non puoi capire le difficoltà vere dell'amore finché non perdi la verginità e non puoi comprenderle a pieno se non ami almeno una volta.



Solo adesso a pochi giorni del mio compleanno mi rendo conto quanto deve essere stato difficile per loro cercare di mantenere il cervello nella fase "sano"; poi se ci sono riusciti o meno lo sapete ormai tutti.
Mio padre ha sbroccato buttandosi nel lavoro e mia madre si è data all'alcol, però è anche vero che loro due non sono riusciti a vedere le varie sfumature di colore. Fissi su i classici bianco e nero hanno preteso comprensione ottenendo solo più astio e ira.

Nel tempo però ti rendi conto che non tutto il male viene per nuocere, il divorzio dei miei genitori è stato l'incipit del mio crollo mentale ma ha dato inizio alla forgiatura del ragazzo che sono oggi, che dopo tutto schifo non fa.
Forse se nella vita riuscissimo a vedere il bicchiere mezzo pieno, le cose brutte e cattive risulterebbero meno potenti verso di noi e decisamente più facili da sormontare.
Purtroppo quando i miei si sono lasciati io ero troppo piccolo e troppo ignorante per sapere certe cose, ma adesso sono leggermente più colto di un tempo e sebbene la rottura mi ha segnato dentro come non mai mi sto rendendo conto che le situazioni, come le medaglie, hanno due facce.
Sta a me scoprirle entrambe e decidere quale delle due usare. Ora sto molto male ma è anche vero che sono di nuovo libero; non pensate male, parlo di una libertà di azione e di pensiero non indifferente e non solo di quella emotiva.

Sono un ragazzo di neanche 23 anni con un figlio e una vita decisamente fuori dal comune, spesso trovo difficoltà nel comunicare con i miei coetanei perché più infantili di me visto le mie esperienze.
E' un peso non indifferente, ma questa nuova libertà mi permette, ogni tanto, di dosarmi e di essere infantile a volte.. e non solo quando gioco a bubu settete con mio figlio, ma anche quando un venerdì sera decido di prendere una birra con perfetti sconosciuti e di tornare a casa molto molto tardi per scrivere poi sul mio diario:
Caro diario oggi ho fatto questo.. hehehe beh forse questo è troppo infantile. Però mi serve molto tempo per tornare forte come un tempo e pretendere del tempo per me, che sia un ora per disegnare/ballare o andare in giro con gli amici a prendere in giro la gente in piazza, penso sia più che giusto.



In fin dei conti me lo merito un po' di tempo per me. E' il momento di andare avanti e smettere di sanguinare, devo ricucire la mie ferite e tornare a correre come un tempo.

 

5 commenti:

  1. Scrivere alle 5 di mattina mi fa male, ho fatto degli errori megalitici.

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  2. guarda che di solito è difficile comprendere ogni situazione se non la si è vissuta prima, e non vale solo per il rapporto genitori-figli. Penso per esempio ad avere in carico e in cura un famigliare malato: come puoi dire a una persona che magari ti racconta la sua esperienza "ti capisco"? non la potrai mai capire! al massimo potrai dire "immagino".

    Venendo alla tua situazione, per ora sanguinerai ancora un po', ma vedrai che già fra tre mesi sanguinerai meno... So che non è un conforto sentirselo dire nel mezzo del dolore, però secondo me tu hai tutte le risorse per uscirne e riprendere a vivere in pienezza. E lo sai anche tu, almeno da un pinto di vista razionale.

    Come avrai capito anche da tutti i miei commenti precedenti, io non uso scrivere parole consolatorie, del tipo: "ti abbraccio", "ti sono vicino", "baci sulle tue ferite" etc. Ti dico quello che vedo e quello che a me sembra la verità. Quindi ti dico: conoscendoti dalle tue parole qui sul blog (non avrei altri modi), mi sembra davvero che tu abbia fatto passi da gigante, e quindi dimostri di avere le risorse per riprendere a vivere e, per quello che è possibile nella vita umana, ad essere felice e a donare e ricevere gioia e amore.

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  3. Si certe cose non le si può neanche lontanamente immaginare se non le si è vissute e le parole di conforto che riceviamo dagli altri non risolvono certo le situazioni anche se in certe occasioni ci possono far sentire meno soli ma il lavoro per elaborare il dolore e tornare ad andare avanti lo dobbiamo fare noi alternando come dici periodi in cui ci prendiamo del tempo per noi per allentare la tensione e ricaricarci di energie.

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  4. Non so mai che scrivere sotto questi tuoi post... Spero solo che tutto si sistemi, in un modo o nell'altro.
    Sanguinare non fa mai bene anche se il dolore forgia e spinge, solitamente, una persona a diventare brillante sotto ogni punto di vista.

    Un abbraccio

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    Risposte
    1. Anch'io la penso come l'Arles!
      Goditi la vita e guarda il positivo, sempre e comunque.
      Abbraccione :)

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