domenica 3 febbraio 2013

Camaleonte

Nella mia "carriera" di blogger mi sono paragonato, più volte, a una moltitudine di essere diversi.. animali, figure mitologiche o semplici oggetti, facilmente diventavano "me" per un giorno.
Sono stato lupo, sono stato uccello, sono stato roccia.. ma forse è arrivato il momento di mettere le carte in tavola e di mostrare la mia vera faccia.
Forse, non sono mai stato lupo e forse neanche un uccello, il Cerbero o una roccia.. però sono sempre stato bravo a comportarmi come tutti loro.. tutto questo per me è sempre stato facile visto la mia natura di camaleonte.

Già il camaleonte, quella lucertola irsuta, lenta, poco attraente e dalla lingua lunga... forse tutti questi aggettivi vanno contro al mio smisurato ego che mi fa sentire come un possente alligatore della miglior specie.
Però in fin dei conti questa è la mia natura; nel tempo mi sono evoluto da una creatura arcaica ormai dimenticata... chissà cosa sarei diventato se la mia famiglia fosse stata diversa? Sarei stato un altro animale? Oppure la mia natura è sempre stata quella è la mia evoluzione era già scritta?

Probabilmente sbaglio nel farmi queste domande; sono sempre stato bravo nel abituarmi ai cambiamenti della vita e di conseguenza alle milioni di persone che incontravo sulla mia via. Dovevo essere duro? Lo diventavo, dovevo diventare realista e forte? Lo diventavo... questa è la mia capacità innata. Inganno e ne sono pienamente cosciente.

Purtroppo ogni strategia di difesa ha delle falle, il mentire e il tenere tutto dentro si è rivelato, nel tempo, una strategia poco funzionante per un animale, come me, che fa del mimetismo il suo marchio di fabbrica.

Questi problemi sono nati il giorno che ho iniziato ad accumulare nella mia testa altro oltre i pensieri e i ricordi; demoni infidi e nati dall'odio e dalla scarsa fiducia si sono insediati nel mio cervello per non uscirne mai più.
Ancora oggi li sento ridere dentro di me e sebbene oggi sono in grado di controllarli, il loro urlo continuo risuona nella mia testa come non mai.

Hanno sempre gridato e mai smetteranno. E' per colpa loro che mi sentivo un figlio indegno d'amore un ragazzo allo sbando e poi un padre fallito.
Nel tempo ho imparato a conoscere questi demoni nella mia testa ma conviverci non è facile; cerco di  mutarli con la musica sparata nelle orecchie e con i forti rumori che provengono dalle affollate strade di Roma... purtroppo il rumore blocca i suoni provenienti da fuori.. queste urla giungono da dentro, dal profondo... da me.
Per questo ho imparato con difficoltà a conviverci, non riuscirò, forse mai, a liberarmi di questo casino che c'è nella mia testa, però da bravo camaleonte mi travesto da demone e coesisto con loro, cerco di carpirne i segreti per poi un giorno colpirli, la nel loro punto debole e finirli con le mie mani.

Purtroppo quel giorno è ancora troppo lontano, il problema dei camaleonti è che dopo tanto tempo che si "trasformano" smettono di riconoscersi e si perdono.. un pezzo della base sparisce sostituito da un ricordo nuovo giunto quando si è "sotto copertura".
Questo fa male a noi camaleonti ma spesso, per nostra natura, non possiamo smettere di mimetizzarci. Il mostrare la nostra pelle grinzosa e verdastra sarebbe una grande vergogna.. mostrare la verità fa male e finché potremo "mentire" apparendo diversi noi camaleonti lo faremo.
E' la nostra natura, siamo nati per essere colorati e sgargianti, siamo nati per essere diversi e incompresi.
Siamo nati per essere invisibili e allo stesso visibili agli occhi di tutti, il nostro mondo è un'illusione continua che solo pochi riescono a percepire.

In questi 23 anni di vita, solo una persona è riuscita a smistare i colori e a vedermi per quello che sono, senza illusioni e senza difese.. purtroppo per me questo animale si è istinto da poco.

8 commenti:

  1. hai fatto comunque dei passi avanti, e la persona che è riuscita a vedere la tua vera natura ti ha comunque aiutato, insegnandoti che sotto il camaleonte c'è un Rafa autentico e molto interessante da scoprire in tutti i sensi. Penso che questo sia il miglior regalo che poteva farti. Ora sta a te non dissiparlo!

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  2. Penso che quando uno si fa vedere a gli altri per come è (anche se a volte è faticoso e ci fa sentire nudi ed indifesi) sia sempre una conquista che nel tempo ci migliora e ci rende più liberi, penso che ci sia sempre dentro di noi questa voglia di mostrarci agli altri e questa paura quando lo facciamo che tende a farci scappare e nascondere quando gli eventi della vita ci hanno dato poca fiducia in noi stessi, è spesso un giudicarci da noi stessi troppo duramente e trasferiamo questo sulle persone che conosciamo, ma se uno si fa la domanda: "perchè gli altri dovrebbero giudicarmi in maniera negativa?" uno si accorge che non ci sono risposte plausibili e che in genere le persone sono ben disposte verso di noi e pronte a cercare di instaurare un rapporto con noi.
    Parlo al plurale perchè anche io spesso ho usato questi sistemi del nascondermi creandomi delle barriere o delle vie di fuga e a tratti rivelarmi a gli altri,sul versante animali mi sono sempre paragonato ad un leopardo, che è visibile o invisibile a seconda dello sfondo su cui sta e che vive molto su gli alberi tenendo un certo distacco dalla terra.

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  3. Questa storia del trasformarsi e perdersi, secondo me, è solo una tua invenzione. O meglio, una scusa che adduci per giustificare la crescita che stai subendo. Infatti il tuo percorso è proprio significativo del ritrovarsi, del capire chi si è. E stai sul percorso giusto; quindi, credo che tu sappia benissimo chi sei e quanto vali. Ma dici tutte queste "panzane" solo perché il percorso è, giustamente, lento e faticoso.
    In sostanza, nun te preoccupà che stai a fà bene! ;)
    Tanti abbracci.

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    1. heheh No Romeo non hai capito il punto... sono camaleonte da sempre. Per anni mi mimetizzavo ma solo da poco inizio a mostrarmi per quello che sono.. questo post è una rivalutazione di un passato non troppo lontano.. nessuna scusa varia :) Semplicemente so adattarmi a molteplici situazioni/persone..

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    2. Sì, ma nella tua frase <> sembra che tu non abbia mai saputo chi fossi e, perciò, ti mimetizzavi. E' per questo che dico che è una panzana: tu hai sempre saputo chi eri solo che per necessità ti mimetizzavi come ci mimetizzavamo tutti quanti. Ma non ti sei mai perso, hai solo capito in anticipo quale sarebbe stato il punto d'arrivo del tuo percorso (che hai iniziato in un "passato non troppo lontano").
      Se non ho capito manco questa volta sei autorizzato a mandarmi a quel paese :D

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    3. *nella tua frase - il problema dei camaleonti è che dopo tanto tempo che si "trasformano" smettono di riconoscersi e si perdono.. - sembra che....

      M'ha cancellato in automatico quello scritto tra <>. :(

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    4. heheheh Tranquillo.. ho sempre saputo chi e come ero.. ma mostrarlo metteva paura a me e a chi guardava... in quel passato non troppo lontano nessuno voleva vedermi, anche se ero io a tentare di mostrarmi.

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  4. siamo tutti un pò camaleonti... l'eccezione sta in chi non si trasforma mai... purtroppo per loro...

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