giovedì 21 febbraio 2013

Svizzera

In questi giorni tutto è confuso, ci sono stati molti litigi e molte discussioni. Tutto è terminato semplicemente, le idee, dopo tutto, sono state abbastanza chiare e Laura sarà fuori casa a breve.
Non c'è odio tra di noi, ma per un po' è giusto non sentirsi, solo il bimbo ci permette di entrare in contatto.. diciamo che è il nostro campo neutro, Angelo è la nostra Svizzera.
Qualche giorno da un'amica e poi in quella nuova casetta, a qualche centinaio di metri da casa mia, un appartamento di piccole dimensioni e con un balcone.
Le mie conoscenze immobiliari si fanno sentire e il processo sarà più rapido del previsto.. giusto il tempo di farla traslocare in settimana e di dare vita a tutti i servizi che un normale appartamento deve avere.
Mi piace occuparmi di lei, mettendo il nome e anche il denaro.. è una persona importante per la mia vita ma è anche giusto che inizi a cavarsela da sola. Dove la sua forza non arriva, ci penso io a supportarla con i pochi mezzi che conosco.
In fin dei conti è vissuta nella mia stessa palazzina con un affitto ridicolmente basso (che pagava a me), per quasi due anni e arrivati al punto di rottura è anche giusto che i soldi messi da parte li usi per se stessa e per Angelo.
Gli "alimenti" che le passo si sono leggermente alzati, di comune accordo, tanto è una spesa che posso gestire a pieno.
Purtroppo ho sottovalutato questa "rottura"; continuiamo a parlare e a ridere ma è come se una pagina del libro che è la mia vita, venisse strappata.
Un altro abbandono, che presagisce difficoltà nel gestire un bambino, con due case e due genitori lontani, come una di quelle coppie divorziate.
C'è da dire che una coppia divorziata con figli contesi è ben diversa dalla nostra situazione; il rapporto anche se complicato è maturo e con una componente di affetto non indifferente.


Nella vita nulla è infinito.. niente dura per sempre e spesso bisogna lottare anche solo per un minuto in più.
Io ho deciso di smettere di lottare per Laura e con Laura, sono stanco delle ambiguità e dei rapporti a metà.. lei è la madre di mio figlio, un'amica e una confidente.. quasi una sorella per me e di certo, adesso, non voglio altro da lei.
Ignoro cosa lei pensi di me, mi ama? Ne dubito.. sicuramente sono stato il suo scoglio.. una donna fragile è nascosta dentro di lei e mi ha usato per tirare fuori quella donna di marmo che tutti conoscono.
Adesso è il suo momento di sbocciare di trovare quella forza dentro di se; io non voglio rubare il bambino, ma essere "divisi" ci permetterà di essere più coscienti di noi e del nostro lavoro di genitori.


La casa sembra vuota senza la musica ad alto volume che lei metteva sempre, senza quel fastidioso rumore di tacchi perpetuo che proveniva dal piano di sopra..
Mi sento, per la seconda volta in questo 2013, abbandonato e alla deriva.. in un mare che ho creato da solo nel corso del tempo.

Cercare di tenere Angelo fuori da tutto per donargli un'infanzia senza brutti ricordi o scene di litigi, che da piccolo mi hanno sconvolto la vita, non è cosa facile.
Mi ritrovo solo e con un peso dentro che non riesco a esprimere..Mi domando quale sia il senso della mia esistenza e inizio a piangere come un bambino.
Mi faccio domande su di me e su  questa vita che sto vivendo.. da una parte felice ma dall'altra amara e che mi rovina il palato.
Poi ecco che durante uno dei miei pianti in solitaria, lontano dal bimbo, me lo ritrovo dietro con un sorriso enorme..  "papà  bua?" mi chiede guardandomi  spaesato.
Devo ammettere che in quel momento non ho potuto far altro che abbassare le barriere che abbracciarlo forte.. mi sono rotto le palle di essere quello "forte".. è anche giusto che mio figlio veda che sono umano e debole.. come tutti.

E' strano come i bambini siano dotati di un coraggio inconsapevole.. lottano senza saperlo e aiutano chi li sta intorno senza ottenere nulla in cambio.
Sono forti e un giorno dimenticheranno tutto questo e spero davvero che Angelo si dimentichi tutto, io e la madre gli vogliamo molto bene e faremo di tutto per renderlo felice.

Purtroppo nei momenti di debolezza mi chiedo quale sia il mio ruolo nel mondo e quale senso abbia la mia vita... per fortuna in momenti come quello di ieri.. queste domande ottengono una risposta cristallina.
Il mio senso della vita è quello di permettere a lui di non essere come me, almeno nelle cose brutte, piccolo regalo che posso fargli e l'unico che posso e so dare.
Perché adesso che ho lui, so di non essere solo e allo stesso tempo ho la possibilità di cancellare il mio passato.. perché l'unica cosa che conta è lui.. 
E se c'è un senso di me .. è lui,  nient'altro.




La canzone di oggi.. è dedicata a me stesso. Ogni tanto fa bene pensare a se stessi.


4 commenti:

  1. E' vero, i bambini strappano sempre un sorriso. :)

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  2. Si hai ragione, tuo figlio è una cosa importantissima e da un senso alla tua vita dandoti la forza di far fronte a cose che altri hanno affrontato dopo anni di esperienze (non dimentichiamoci che sei molto giovane)o che mai affronteranno, ma la vita di ogni essere umano ha un senso anche a prescindere da come è e da cosa fa, un importanza per se stessi che ci fa sentire esseri umani completi che possono portare tutto questo bagaglio di esperienze, conoscenze, sentimenti nella vita degli altri come gli altri faranno con noi.

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  3. E' giusto che tuo figlio abbia un padre umano ed è giusto dimostrarglielo! Forza Rafa! :****

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    1. Concordo. Forse l'insegnamento più grande che hai ottenuto dagli ultimi due anni è che non bisogna essere (o sembrare, anche solo a se stessi) indistruttibili e infrangibili per essere dei buoni padri, dei buoni partners, delle buone e brave persone. Se non fossimo tutti un po' fragili, non saremmo essere umani, no?

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