mercoledì 27 febbraio 2013

Un Posto per Me

Nell'aria c'è qualcosa di pesante, qualcosa che non riesco a percepire ma che nonostante tutto preme sui miei polmoni e mi appesantisce.
Sento il corpo pesante, quasi perso per la fatica accumulata e come se non fosse più mio; i post degli ultimi giorni sono stati tutti decisamente pesanti o molto carichi, eppure non penso di essere riuscito nell'esprimere il mio umore in queste ultime righe.
Ecco il perché del post di oggi, deciso e pronto a svuotare tutta la mia rabbia e la mia ansia su delle nuove righe, magari più chiare e più terapeutiche.

Mi sento un po' perso, alla deriva di me stesso, senza una guida o un aiuto esterno.. sono sempre stato bravo a cavarmela da solo ma le cose sono cambiate molto negli ultimi mesi e il peso si fa sentire se faccio tutto da solo.
Il lavoro, l'università e il bambino sono una triade decisamente pesante per chiunque, specialmente quando sei sotto esame.
La sensazione di "abbandono" nata con Alex si è moltiplicata da quando ho chiesto a Laura di lasciare casa e adesso mi sento come perduto e anche un po' stronzo per aver "permesso" tutto ciò.

Non mi era mai capitato di pensare di come sarebbe stato la mia vita senza il bambino e senza tutto quel bagaglio che è il mio pesante passato... Pensare con i se e con i ma non fa mai bene, ti confonde e ti spinge a farti domande che non avranno mai risposta o che, anche se trovata, è decisamente forzata e innaturale.
Il peso di tutto mi schiaccia, mi sento come un contadino che indossa la corazza di un forte cavaliere, sono sicuramente protetto ma incapace di muovermi liberamente e comodamente, mi sento bloccato, quasi paralizzato dal mio stesso peso, come in trappola... una trappola che con difficoltà riesco a togliermi.
Purtroppo, nei campi intorno a me, non ci sono più molte persone e sono pochi quelli disposti a darmi una mano nel togliermi la corazza o quelli disposti a insegnarmi a usarla come si deve.
Inerme alle intemperie e al mondo, sto fermo... la gente passa ma nessuno si ferma, prego in un contatto e in uno sguardo.. ma evidentemente non sono degno di tutto questo.

Alla mente mi giunge il ricordo che il contadino in questione è un ragazzo di 23 anni che dovrebbe avere almeno un minimo di forza per alzarsi, anche se sotto una corazza più grossa di lui.
Nel tempo mi sono protetto diventando il nucleo di questa armatura rendendo impossibile l'entrata a molte persone, solo fugaci perforazioni adoperate da persone care che mi hanno portato tanto amore ma che hanno preteso un pezzo di me quando poi se ne sono andate.
Un tempo quando ero in questo stato d'animo andavo al mare vicino casa mia, là dove sorgeva il covo di Rafa, purtroppo per me quel piccolo posto, un semplice tronco dimenticato da Dio, non esiste più, spodestato da una catasta di calcinacci del vicino stabilimento che ha deciso di ampliare la sua grandezza.
Insomma il mio luogo verrà profanato per sempre, violato tremendamente e poi raso al suolo; a pensarci poi non è il luogo di per se che mi mancherà, quanto il suo magico modo di risolvere i miei problemi.

Tranquillo, isolato e solo per me, era il luogo perfetto dove lasciarsi andare.. nel mondo di tutti i giorni sono molto rigido ad alcune regole personali alle quali non transigo.. eppure lì mi sentivo libero..
Piangevo molto, cantavo e urlavo, facevo il cretino e mi sentivo libero.. ci andavo spesso perfino la notte quando solo mi sentivo piegato dal mondo.
Adesso questo posto non c'è più e sebbene ultimamente andarci non era una priorità, questo non ha mai significato una sua svalutazione... anzi forse è stato proprio il contrario.

Purtroppo da qualche settimana mi sento come tanto tempo fa, quando oppresso da tutto e da me stesso mi rifugiavo lì per trovare la pace... oggi l'amarezza di scoprirlo violato e ormai morto e inaccessibile per me.
Un saluto lontano... un addio e un grazie a quei pochi metri di terra per me sacra.

nelle canne

Ora sono senza un posto del genere, cercato e valutato per mesi prima di essere scelto; è difficile per me esprimere certe cose e ora farlo sarà ancor più dura, mi serve un posto per me.. un posto speciale e solo mio, dove posso urlare, cantare e piangere...un posto dove posso fare il cretino ballando da solo e parlando con me stesso, un posto dove posso dimenticare quel bambino, che amo più di ogni altra cosa, ma che allo stesso tempo vorrei poter mettere da parte per occuparmi anche di me, del mio essere giovane e single, della mia voglia di divertirmi e di studiare come si deve, della voglia di costruirmi un futuro concreto in un paese che taglia le ali a tutti i pulcini per non permettere alle giovani rondini di lasciare il nido, obbligandoci, inesorabilmente, a pretendere cibo dalle gole avare dei nostri genitori.
Ecco come mi sento, felice e confuso ma con la sensazione e la paura che questa mia voglia di libertà possa far sentire quel bimbo come una zavorra, un peso per me insostenibile da solo.
Vorrei un posto per me anche se non c'è.. forse il segreto sta nel non smettere mai di cercare... però il sentirsi "soli" debilita corpo e mente, sono stanco.. troppo stanco di aver ancora bisogno di un posto del genere.

Purtroppo tutti hanno una grande debolezza e forse questa è la più grande che ho.

4 commenti:

  1. Questo della solitudine del sentirsi soli, dell'essere soli è per me uno dei misteri più oscuri, non riesco a spiegarmi come persone che hanno una vita di relazioni abbastanza intensa poi si sentano sole o persone che non la hanno non si sentano sole, se uno ci nasce o sono i fatti della vita con questo senso di solitudine o questa forza di bastare a se stessi.
    Penso che tutto però debba partire da dentro di noi, come dicono le filosofie orientali, così come il posto per noi, perchè quello che è dentro di noi nessuno ce lo potrà mai togliere.
    Purtroppo questi sono solo enunciati perchè non so se ci siano delle ricette o dei modi per raggiungere questa forza interiore.
    Un abbraccio forte Rafa. :)

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  2. Posso solo abbracciarti virtualmente per esprimere l'empatia che provo nei tuoi confronti. Credo che tu, come ciascuno di noi, abbia bisogno, semplicemente di poter gridare: "ho bisogno di aiuto, non lasciatemi solo".

    Quando la richiesta viene dal cuore, qualcuno risponde sempre.

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  3. Sarebbe comodo trovare questo posto in me, purtroppo non è facile quindi spero davvero di riuscirci nel tempo.

    Grazie per i commenti :)))

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  4. Rafa, devi comprendere che sei una persona per di più giovane che ha le proprie esigenze che trascendono la tua condizione di padre. Hai dovuto subire un lacerante addio che ti fa sentire ancora più solo. Ricorda: prima di essere un padre, un figlio, un fratello e un amico e uno studente, seu una persona con le sue virtù e le sue debolezze. Prenditi cura di te (come non saprei), e poi degli altri. Immagino che un figlio viene (deve venire) prima di tutto e di tutti, d'accordo. Però tu devi arrivare almeno per secondo! Altrimenti questa situazione assorbirà sempre più forze e allora anche la cura del bimbo ti sarà ancora più pesante. Ricordati! e prenditi cura di te!

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